Bagarre in consiglio comunale a Spoleto. Il sindaco al consigliere Cintioli: “Ma che c…stai a dì?”

La frase ha scatenato una bagarre tra i due, rapidamente fermata dal presidente del consiglio Marco Trippetti, che ha sospeso la seduta. Nota di biasimo dell'opposizione: "Parole da bassifondi"

La seduta del consiglio comunale di Spoleto di martedì è stata bruscamente interrotta quando il sindaco Andrea Sisti si è scagliato contro il consigliere di opposizione Giancarlo Cintioli con l’esclamazione: «ma che cazzo stai a di?». Questo ha scatenato una bagarre tra i due, rapidamente fermata dal presidente del consiglio Marco Trippetti, che ha sospeso la seduta.

Il segretario generale Mario Ruggieri ha ripreso l’appello dopo pochi minuti, ma i consiglieri di maggioranza non sono rientrati in aula, costringendo alla sospensione della seduta per mancanza del numero legale. La seduta era in corso per discutere il Documento unico di programmazione (Dup) dopo aver già ratificato una serie di variazioni di bilancio deliberate il mese scorso dalla giunta.

Federico Cesaretti, capogruppo del Pd, ha spiegato che il mancato rientro in aula è stato dovuto alla mancanza di condizioni per un «sano e civile dibattito». In una nota, i consiglieri di opposizione, tra cui Maria Elena Bececco, Diego Catanossi e altri, hanno criticato aspramente il sindaco Sisti per il suo comportamento. Hanno definito la terminologia usata dal sindaco come “linguaggio da bassifondi non assolutamente appropriata in un contesto istituzionale dove il rispetto ed il senso civico dovrebbero essere alla base di ogni comportamento”

I consiglieri di opposizione hanno inoltre sottolineato che il sindaco, essendo il primo cittadino, dovrebbe rappresentare un esempio di correttezza comportamentale, mentre invece il suo atteggiamento è stato definito rozzo e inadeguato. Hanno aggiunto che questo comportamento ha costretto il presidente del consiglio a sospendere la seduta e indotto i consiglieri di maggioranza a non rientrare in aula. Per il bene della città, hanno espresso la speranza che questa esperienza amministrativa termini presto e hanno dichiarato di valutare l’opportunità di coinvolgere il prefetto nella vicenda.

Redazione

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