Ad Assisi i furbetti del Pos: e il giornalista denuncia sui social

Prezzo doppio per il panino se paghi col Bancomat: Luca Sofri denuncia la pratica su instagram: "La questione delle commissioni non ha senso"

Per capire quanto l’Italia sia ancora lontana da una vera digitalizzazione e da un mondo cashless, basta l’episodio accaduto a Pasqua ad Assisi. Protagonista il titolare di una paninoteca che purtroppo per lui ha incontrato Luca Sofri, giornalista e direttore de Il Post.

Sofri ha svelato su Instagram una pratica discutibile riscontrata in una paninoteca assisana: la differenziazione dei prezzi in base al metodo di pagamento.

La questione è emersa in risposta a un post del chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini, che esaltava la comodità del pagamento elettronico in diversi contesti internazionali. Sofri, condividendo la propria esperienza umbra, ha messo in luce un’anomalia: “L’altroieri ad Assisi, invece, paninoteca da turisti che chiedeva ai clienti come pagavano e il prezzo era diverso tra carta e contanti (siamo andati via)”, ha scritto il giornalista, sottolineando l’incongruenza di tale pratica.

La segnalazione di Sofri apre un dibattito più ampio sulle politiche di prezzo e sull’equità nei confronti dei consumatori, in particolare in ambito turistico. L’incidenza delle commissioni bancarie sui pagamenti elettronici è una realtà con cui molti esercenti si confrontano, ma la risposta a tale sfida non dovrebbe tradursi in una penalizzazione del consumatore. Come sottolineato dallo stesso Sofri, “L’argomento ‘costi di commissione’ non ha senso: qualunque servizio obbligato offerto ai clienti ha dei costi, e quello che si fa è ritenerlo appunto un servizio e un investimento, oppure aumentare i prezzi; se no bisognerebbe protestare per l’obbligo dei bagni, per le norme igieniche, eccetera”.

Questo caso isolato, benché certamente non rappresentativo dell’intera offerta commerciale di Assisi e dell’Umbria, richiama l’attenzione sulla necessità di pratiche commerciali trasparenti e rispettose dei diritti dei consumatori. In un contesto turistico come quello di Assisi, dove l’accoglienza e l’esperienza del visitatore sono al centro, episodi del genere possono offuscare l’immagine di un’intera comunità, ponendo l’accento sulla responsabilità sociale degli esercenti.

 

Redazione

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