La recente caduta di un lavoratore da un’impalcatura a Cesi si aggiunge a una serie di gravi incidenti sul lavoro come quelli avvenuti ad Umbertide ed Assisi, sollevando nuovamente preoccupazioni sulla sicurezza nei contesti lavorativi. Sonia Fagotti, alla guida dell‘Albo dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (Tpall) presso l’Ordine Tsrm-Pstrp di Perugia e Terni, ha espresso il suo allarme, sottolineando che “L’infortunio di mercoledì scorso a Cesi, che ha coinvolto un operaio caduto da un’impalcatura, si aggiunge alle cifre già preoccupanti degli eventi dannosi occorsi sui luoghi di lavoro”. Questa dichiarazione arriva in un momento di crescente attenzione verso la sicurezza sul lavoro, specialmente dopo il tragico incidente di Firenze che ha visto la perdita di cinque vite umane.
Fagotti ha ribadito l’importanza di non trascurare tali episodi, affermando che “Questo fatto, unito all’incidente che ha visto perdere la vita a 5 lavoratori nel cantiere di Firenze, ci ha ricordato aspramente quanto sia urgente riesaminare il tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”. La presidente ha messo in luce la complessità delle normative italiane in materia, considerate tra le più avanzate in Europa, ma ha sottolineato che “la sicurezza sul lavoro non è solo una questione di leggi e normative, di obblighi e di documentazione da produrre anzi, è un impegno che si rinnova ogni giorno”.
La visione proposta da Fagotti per affrontare la sicurezza sul lavoro comprende un approccio integrato, che vada oltre la semplice osservanza delle regole. “Oltre alla mera osservanza delle regole, quindi, va adottata una visione consapevole che consideri la dimensione umana e l’organizzazione, il lavoratore in relazione al suo ambiente di lavoro”, ha affermato, evidenziando il ruolo fondamentale dei Tpall. Questi professionisti, formati attraverso studi universitari, sono impegnati non solo nell’attività ispettiva ma anche come consulenti per le aziende, rappresentando “un osservatorio importante sulle dinamiche infortunistiche”.
Concludendo il suo intervento, Fagotti ha criticato la tendenza a concentrarsi su sanzioni e controlli piuttosto che sulla prevenzione e formazione. Ha citato un comunicato dell’albo nazionale dei Tpall, il quale lamenta che “‘sentiamo parlare di inasprimento delle sanzioni e di aumento dei controlli senza, invece, una reale analisi di quelli che dovrebbero essere gli interventi di prevenzione e le competenze necessarie al sistema lavoro”. L’appello finale è stato per un cambiamento di prospettiva, verso una strategia nazionale che valorizzi i professionisti della prevenzione e promuova una cultura della sicurezza più radicata e consapevole.
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