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L’operazione antidroga a Fontivegge: uno sguardo dentro l’inchiesta

Piazza Vassalli si era trasformata in una sorta di mercato dove la droga veniva esibita senza remore

carabinieri fontivegge

In una decisa operazione contro il traffico di droga nel quartiere di Fontivegge, le forze dell’ordine hanno portato alla luce un sistema di spaccio organizzato e sfacciato. Al centro di questa indagine, condotta con la massima attenzione dalla Polizia, emerge Piazza Vassalli, descritta come un vero e proprio epicentro dello spaccio. La piazza si è trasformata in una sorta di mercato dove la droga veniva esibita senza remore, con gli spacciatori che si adattavano a ruoli precisi, inclusi quelli di vedette, per garantire il proseguimento indisturbato delle loro attività illegali.

L’inchiesta, che ha visto l’emissione di ordini di custodia cautelare per sei individui di origine maghrebina e l’imposizione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri tre, ha rivelato l’esistenza di un’organizzazione non convenzionale. Sebbene il giudice per le indagini preliminari (GIP) di Perugia non abbia identificato gli elementi di un’associazione criminale strutturata, ha notato una collaborazione e un’occupazione costante del territorio da parte degli indagati. Questa cooperazione era evidente nonostante la competizione teorica, con gli spacciatori che condividevano materiali di spaccio e adottavano tattiche comuni per eludere le forze dell’ordine.

La documentazione dell’operazione di spaccio, evidenziata da circa 800 episodi criminosi registrati in meno di due mesi attraverso l’osservazione e le riprese di videocamere installate strategicamente, offre un quadro dettagliato delle metodologie adottate dagli spacciatori. Questi ultimi, operando in piccoli gruppi flessibili e alla luce del giorno, hanno dimostrato una notevole disinvoltura, tagliando e confezionando droghe direttamente sui muretti di Piazza Vassalli. Gli spacciatori hanno utilizzato bilancini e coltelli per preparare le dosi, mentre alcune zone venivano utilizzate come nascondigli per eludere eventuali blitz delle forze dell’ordine.

Questa gestione coordinata e aperta dello spaccio, come sottolineato dagli atti giudiziari, non solo dimostra la sfacciataggine degli spacciatori ma anche una certa tranquillità, quasi come se avessero la certezza di operare indisturbati. Il controllo della zona, con vedette dedicate a monitorare gli accessi alla piazza, ha assicurato una distribuzione continua e ininterrotta di sostanze stupefacenti, variando dalla cocaina all’eroina, durante tutto l’arco della giornata.

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