Omicidio Postiglione, disposta la custodia cautelare per il diciassettenne accusato

Il giovane, sospettato di aver ucciso Salvatore Postiglione, resterà in custodia nel carcere minorile di Firenze. La decisione è stata presa dal tribunale dei Minorenni, che ha convalidato il fermo sulla base di prove raccolte e filmati di sorveglianza.

L’omicidio di Salvatore Postiglione, è ad una svolta. Convalida del fermo per il diciassettenne accusato che ora si trova in custodia cautelare presso il carcere minorile di Firenze. Secondo le immagini, il giovane avrebbe attaccato Postiglione colpendolo al volto con una bottiglia attraverso il finestrino della vettura abbassato, per poi inseguirlo e accoltellarlo più volte all’addome, torace e braccia. Dopo l’aggressione, l’adolescente è fuggito in monopattino, tornando verso casa.

La convalida del fermo è stata decisa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dei Minorenni, che ha accolto le richieste del procuratore Flaminio Monteleone. Il giovane verrà trasferito nella struttura carceraria minorile non appena sarà dimesso dall’ospedale, dove si trova ricoverato da sabato pomeriggio a seguito di una crisi durante la quale aveva minacciato il suicidio.

L’identificazione del sospettato è stata possibile grazie alle registrazioni video e a una perquisizione nella sua abitazione, dove gli agenti della Squadra Mobile di Perugia hanno trovato indumenti sporchi di sangue e guanti corrispondenti a quelli usati durante il delitto. L’arma del crimine, un coltello da cucina lungo circa 20 cm, non è stata ritrovata, e la madre del ragazzo ha dichiarato di non riuscire più a trovarlo tra gli utensili domestici.

I motivi dietro questo tragico episodio rimangono incerti. Gli investigatori hanno escluso conflitti legati all’ambiente di lavoro, nonostante il giovane avesse collaborato in estate con una ditta collegata a quella di Postiglione, che ricopriva il ruolo di capomastro. Le indagini si stanno concentrando sulla sfera personale dei due. Secondo alcune testimonianze, il ragazzo avrebbe parlato di un “segreto inconfessabile” legato alla vittima. Un’assistente sociale, che segue la sorella del giovane, ha informato la madre del ragazzo del profondo risentimento che il figlio aveva nei confronti di un collega cinquantenne, senza però conoscere ulteriori dettagli sul motivo.

 

Redazione

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