Il carcere di Spoleto vive un momento critico, con un sovraffollamento che sfiora il doppio della capienza regolamentare. Questo contesto, già di per sé problematico, ha visto un’escalation di episodi violenti, come segnalato dal Sappe. Fabrizio Bonino, segretario umbro del sindacato, ha riferito che “due agenti sono stati aggrediti da un detenuto di origine tunisina”. In aggiunta, alcuni detenuti hanno cercato di creare disordini appiccando il fuoco e utilizzando armi improvvisate come le gambe di un tavolo per minacciare gli agenti.
In un solo giorno, la sezione infermeria è stata teatro di gravi atti di sabotaggio. Un detenuto ha incendiato due materassi per generare panico, mentre un altro ha tentato di sottrarre le chiavi a un agente per liberare un altro prigioniero e aggredirlo. Sempre nella sezione di media sicurezza, una violenta rissa ha portato due detenuti in ospedale con gravi ferite, tra cui fratture e contusioni. La situazione, già tesa, peggiora di giorno in giorno, come spiega Bonino: “Quello che la segreteria generale del Sappe aveva denunciato, con una lettera indirizzata al capo del Dap il 18 ottobre, si è puntualmente verificato”.
La preoccupazione del sindacato si concentra soprattutto sul sovraffollamento. Secondo il Sappe, “il carcere di Spoleto non ha più posti per detenuti di media sicurezza”. La struttura ospita ormai 108 detenuti in un’area pensata per 50 posti regolamentari, a causa dell’invio continuo di reclusi disposti dal Provveditorato di Firenze. Questa concentrazione di soggetti pericolosi e facinorosi non solo mette a rischio l’incolumità del personale ma comporta anche costi per lo Stato, data la crescente quantità di ricorsi presentati dai detenuti alla magistratura di sorveglianza.
Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha espresso solidarietà verso gli agenti feriti e tutti i colleghi in servizio nelle carceri umbre. Capece ha sottolineato la necessità di misure urgenti da parte delle istituzioni, affermando: “Urgono contromisure per prevenire gli atti violenti ai danni dei poliziotti”. Ha inoltre ribadito l’appello al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e al ministero della Giustizia affinché vengano adottate “misure più severe nei confronti dei detenuti violenti”.
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