Sanità territoriale, in Umbria operative 18 Case della Comunità

La rete regionale supera il target PNRR di 17 strutture. Operativi anche cinque Ospedali di Comunità e nove Centrali operative territoriali

L’Umbria supera gli obiettivi previsti dal PNRR per le Case della Comunità, con 18 strutture già operative rispetto alle 17 richieste dal Piano. È uno dei principali risultati illustrati a Palazzo Donini durante la conferenza dedicata alla riorganizzazione della sanità territoriale e all’iniziativa “Conosciamo le Case della Comunità”.

La rete finanziata dalla Missione 6 del PNRR comprende 14 strutture hub e quattro spoke, alle quali si aggiungono ulteriori interventi regionali destinati a completare progressivamente la copertura dei servizi sul territorio.

Cure più vicine ai cittadini

Il nuovo modello punta a rendere l’assistenza più vicina alle persone, riducendo la necessità di spostamenti e favorendo una maggiore integrazione tra sanità, servizi sociali e prevenzione.

Particolare attenzione è rivolta agli anziani, ai pazienti cronici e alle persone in condizioni di maggiore fragilità.

La presidente della Regione Stefania Proietti ha indicato le Case della Comunità come uno dei principali strumenti per costruire una sanità di prossimità, nella quale il cittadino possa trovare orientamento, assistenza e continuità dei percorsi di cura.

Ancora da completare la rete territoriale

Il raggiungimento degli obiettivi del PNRR non coincide però con la conclusione della programmazione regionale.

La presidente ha richiamato in particolare la situazione di Foligno, dove la Regione sta lavorando per individuare le risorse necessarie alla realizzazione della Casa della Comunità, e quella di Monteluce a Perugia, interessata da difficoltà nell’attuazione dell’intervento.

L’obiettivo dichiarato è completare la rete anche nelle aree interne, evitando differenze nell’accesso ai servizi sanitari.

Sanità e servizi sociali insieme

Uno degli elementi centrali della nuova organizzazione è l’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale.

Il modello prevede il rafforzamento dei Punti unici di accesso e una collaborazione più stretta con i Comuni, così da costruire percorsi coordinati per le persone con bisogni complessi.

Il nuovo Piano sociosanitario regionale punta proprio a superare la separazione tra i diversi ambiti di intervento, considerando in maniera unitaria le necessità della persona.

Cinque Ospedali di Comunità

Accanto alle Case della Comunità, il PNRR ha consentito di attivare altri strumenti della sanità territoriale.

Sono cinque gli Ospedali di Comunità operativi in Umbria, localizzati a Perugia, Terni, Orvieto, Montefalco e Marsciano.

La rete comprende inoltre nove Centrali operative territoriali, incaricate di coordinare i percorsi assistenziali e favorire il collegamento tra i diversi servizi.

Oltre 30mila anziani raggiunti dall’assistenza domiciliare

Importanti risultati riguardano anche l’assistenza a domicilio.

Sono 30.823 i pazienti ultrasessantacinquenni raggiunti dall’assistenza domiciliare, a fronte di un target PNRR di 22.085 persone.

Anche la telemedicina ha superato l’obiettivo previsto: a settembre 2025 erano già 9.755 gli assistiti, contro un target di 8.808.

Questi strumenti puntano a garantire una maggiore continuità delle cure anche al di fuori delle strutture sanitarie.

Un nuovo modello organizzativo

La direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti ha sottolineato che il PNRR non ha comportato soltanto la realizzazione di edifici e l’acquisto di tecnologie.

La trasformazione riguarda infatti anche l’organizzazione dei servizi e la collaborazione tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, infermieri di famiglia e comunità, specialisti ambulatoriali e professionisti sociosanitari.

Le Case della Comunità dovranno progressivamente ampliare le proprie funzioni, includendo prevenzione, vaccinazioni, screening, percorsi per l’invecchiamento attivo e gestione delle patologie croniche.

Le esperienze nei territori

Durante la conferenza sono state presentate anche alcune esperienze attraverso collegamenti con cinque Case della Comunità.

A Magione è stata illustrata l’attività dello psicologo delle cure primarie, mentre da Terni è stata presentata l’organizzazione dei servizi destinati a un bacino di oltre 135mila abitanti.

A Bastia Umbra è stato approfondito il lavoro congiunto tra medici e infermieri di famiglia e comunità nella gestione delle patologie croniche.

Da Spoleto è stata illustrata l’integrazione sociosanitaria e, da Ponte San Giovanni, sono state presentate alcune delle attività specialistiche della struttura.

Porte aperte ai cittadini

L’iniziativa “Conosciamo le Case della Comunità” ha previsto anche l’apertura delle strutture al pubblico, con attività informative e di prevenzione.

I cittadini hanno potuto conoscere i servizi disponibili, effettuare la rilevazione di alcuni parametri vitali e partecipare a iniziative vaccinali rivolte in particolare alla popolazione over 60.

Investimenti anche negli ospedali

La riorganizzazione territoriale si accompagna agli interventi realizzati nella rete ospedaliera.

Sono sette i presidi interessati dalla digitalizzazione, mentre le grandi apparecchiature sanitarie operative sono 47, a fronte di un target di 43.

Sono stati inoltre potenziati 58 posti letto di terapia intensiva e 62 di terapia semi-intensiva, attivati o immediatamente attivabili.

Un ruolo importante è affidato anche al Fascicolo sanitario elettronico e all’interoperabilità dei sistemi informativi, strumenti destinati a migliorare la condivisione delle informazioni cliniche e il coordinamento dei percorsi assistenziali.

 

Redazione

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