Perugia, processo per violenza sessuale su una studentessa minorenne

Un 50enne è accusato di violenza sessuale aggravata e minaccia aggravata ai danni di una studentessa. Il procedimento è in corso davanti al tribunale collegiale

È proseguito davanti al tribunale collegiale di Perugia il processo a carico di un uomo di 50 anni, accusato di violenza sessuale aggravata e minaccia aggravata ai danni di una studentessa minorenne. L’imputato, un idraulico estraneo al personale della scuola frequentata dalla ragazza, è difeso dall’avvocato Delfo Berretti.

Nel corso dell’udienza sono state ascoltate alcune testimonianze dell’accusa. I fatti contestati dalla Procura risalgono al 2024 e riguardano due episodi che, secondo la ricostruzione accusatoria, si sarebbero verificati nei pressi della scuola e in un parcheggio della zona.

Il primo episodio

Secondo l’accusa, il primo episodio sarebbe avvenuto tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 2024.

L’uomo avrebbe avvicinato la studentessa nei pressi dell’istituto rivolgendole, secondo quanto contestato, apprezzamenti a sfondo sessuale. Successivamente l’avrebbe raggiunta in un parcheggio vicino alla scuola.

È in questo luogo che, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero avvenuti i comportamenti contestati all’imputato.

La ragazza avrebbe riferito di essere stata toccata in diverse parti del corpo e che l’uomo le avrebbe bloccato le mani e l’avrebbe baciata sulle labbra. Di fronte al suo rifiuto, secondo l’accusa, sarebbero arrivate anche minacce di morte, rivolte alla giovane nel caso in cui avesse raccontato quanto accaduto alla madre o ad altre persone.

L’uomo avrebbe quindi tentato di proseguire l’aggressione, cercando di spogliarla e di avere un rapporto sessuale.

Il tentativo di allontanarsi

Sempre secondo la ricostruzione accusatoria, la studentessa avrebbe cercato di divincolarsi e di lasciare il luogo.

L’uomo le avrebbe però afferrato un braccio, impedendole di allontanarsi e dicendole che non avrebbe potuto andare via prima di aver fatto ciò che lui pretendeva.

La giovane avrebbe continuato a chiedere di poter lasciare il parcheggio, ricevendo, secondo l’accusa, ulteriori insulti.

Il secondo episodio nel giugno 2024

Un secondo episodio sarebbe avvenuto nel giugno 2024, nello stesso parcheggio.

In questa occasione l’uomo avrebbe inizialmente chiesto scusa alla ragazza per quanto accaduto in precedenza. Secondo la Procura, però, la situazione sarebbe nuovamente degenerata con insulti, palpeggiamenti e altre minacce.

La studentessa avrebbe manifestato ancora una volta la volontà di andarsene, ma l’uomo glielo avrebbe impedito.

Il momento più grave della seconda contestazione riguarda il presunto utilizzo di un’arma da taglio: secondo l’accusa, l’uomo avrebbe puntato contro la gola della giovane un coltellino dalla lama curva, intimandole di fare ciò che le veniva ordinato.

La denuncia e gli accertamenti

La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata ai carabinieri dalla ragazza.

A seguito delle dichiarazioni raccolte, la Procura ha disposto una perquisizione personale e domiciliare finalizzata anche alla ricerca del coltello descritto dalla giovane.

Le accuse dovranno ora essere valutate nel corso del processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Processo rinviato a dicembre

L’udienza celebrata ieri ha consentito di proseguire con l’audizione dei testimoni indicati dall’accusa.

Il procedimento è stato quindi rinviato al 1° dicembre, quando il tribunale collegiale proseguirà l’esame degli elementi portati dalle parti.

 

Redazione

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