Italia Nostra torna a contestare la bitumatura delle strade del centro storico di Perugia, questa volta in via Benedetta e nelle vie limitrofe, nel quartiere di Porta Sant’Angelo. L’associazione giudica la stesura di asfalto nero un intervento che impoverisce il patrimonio storico e compromette l’attrattività della città, e chiede al Comune un cambio di rotta. La posizione è espressa dal consiglio direttivo, che sollecita il recupero delle pavimentazioni originarie.
Le critiche all’asfalto nero
Nel documento l’associazione sostiene che «colate indistinte di bitume nero sono oggettivo impoverimento della città, del suo patrimonio storico, della sua attrattività». Italia Nostra considera poco giustificabile il ricorso a questo tipo di interventi con la presunta mancanza di risorse economiche, e sposta la questione sul piano delle priorità dell’amministrazione: «La giusta scelta delle priorità è la vera qualità di una amministrazione».
A fronte di un bilancio annuale di centinaia di milioni di euro, osserva l’associazione, la manutenzione delle strade, comprese quelle del centro storico, dovrebbe rappresentare un investimento prioritario.
Le richieste: recupero dei selciati e alternative
L’associazione chiede in particolare che i selciati storici nascosti sotto il bitume vengano recuperati e restaurati, anziché ricoperti nuovamente. Anche quando si ritenga necessario utilizzare l’asfalto, Italia Nostra ricorda che esistono alternative al tradizionale nero, con tonalità meno impattanti sul contesto urbano.
Secondo l’associazione, inoltre, non sarebbe indispensabile coprire l’intera larghezza della strada: si cancellerebbero così le differenze tra carreggiata e cunette laterali, elementi che contribuiscono a definire la struttura originaria delle vie.
Una scelta culturale e di responsabilità collettiva
Per Italia Nostra non si tratta di una questione circoscritta alla manutenzione, ma di una scelta che coinvolge valori culturali e la responsabilità dell’intera giunta comunale, non soltanto di un singolo assessorato. Da qui la richiesta di ripristinare all’interno del Cantiere comunale squadre specializzate nelle pavimentazioni del centro storico, composte da scalpellini, sagomatori e posatori. Si tratta di professionalità che, ricorda l’associazione, hanno operato per decenni con risultati apprezzabili.
L’appello al Comune
L’associazione si dice disponibile al confronto, ma chiede all’amministrazione un «chiaro segno di discontinuità». Il consiglio direttivo conclude: «Azioni volgari, sciatte e al minimo ribasso non sono perdonabili. Perugia ha valore universale».
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