Disabilità in Umbria, nuovi contributi fino a 600 euro al mese: le regole

La Giunta Proietti approva le linee guida di “Cura e autonomia per tutti”. Confermati gli assegni già in pagamento, eliminate le riduzioni automatiche per chi frequenta i centri diurni. Nuove domande senza scadenza e contributi legati ai bisogni assistenziali e all'Isee.

Palazzo Donini sede giunta regione umbria

La Regione Umbria cambia le regole per i contributi destinati alle persone con disabilità, introducendo un sistema che prevede assegni mensili fino a 600 euro per le necessità assistenziali più elevate e fino a 300 euro per quelle lievi o medie. La Giunta regionale, su proposta della presidente Stefania Proietti, ha approvato le linee guida della misura “Cura e autonomia per tutti”, inserita nel piano d’azione “Umbria per tutti”. Il provvedimento riguarda l’assistenza domiciliare, il sostegno all’autonomia e la gestione degli interventi rivolti alle persone con disabilità. Tra le principali novità figurano la possibilità di presentare domanda durante tutto l’anno, l’eliminazione dei tagli automatici per chi frequenta i centri diurni e la garanzia di continuità per le famiglie che già ricevono un contributo.

La riorganizzazione sarà introdotta attraverso una fase transitoria, durante la quale gli uffici territoriali dovranno adeguare le procedure e verificare le necessità assistenziali delle persone interessate.

Contributi per la disabilità, gli importi previsti dalla Regione

Il nuovo sistema stabilisce due fasce di riferimento per la quota economica destinata all’assistenza indiretta, cioè il sostegno riconosciuto nell’ambito degli interventi assistenziali organizzati per la persona.

Per i beneficiari con necessità assistenziali elevate o molto elevate, il contributo potrà raggiungere un massimo di 600 euro mensili. Per le persone con necessità considerate lievi o medie, invece, il tetto sarà di 300 euro al mese.

Gli importi non saranno assegnati automaticamente nella misura massima prevista, ma verranno definiti attraverso una valutazione delle condizioni individuali.

La decisione spetterà all’Unità di valutazione multidimensionale, l’équipe tecnica incaricata di esaminare i bisogni della persona e individuare gli interventi più adeguati.

Il contributo economico rappresenterà una componente del più ampio Budget di progetto, nel quale confluiranno le diverse risorse destinate all’assistenza e all’autonomia.

Isee sociosanitario, le soglie per accedere ai fondi

Le linee guida introducono anche specifici criteri economici per la parte di contributo finanziata attraverso il Fondo nazionale per le non autosufficienze.

Per questa quota, l’accesso al beneficio e la determinazione dell’importo saranno collegati all’Isee sociosanitario, con due soglie differenti in base all’età del beneficiario.

Il limite massimo previsto sarà di 50.000 euro per gli adulti e di 65.000 euro per i minori.

Questi parametri riguardano espressamente le risorse provenienti dal Fondo nazionale per le non autosufficienze e non devono essere confusi con i criteri di valutazione dell’intero progetto assistenziale, che comprenderà anche altri interventi e possibili fonti di finanziamento.

La valutazione economica sarà quindi affiancata a quella dei bisogni effettivi, sulla base delle condizioni personali e delle necessità di assistenza rilevate dagli operatori.

Nessun taglio agli assegni già riconosciuti alle famiglie

Uno degli aspetti sui quali la Giunta regionale è intervenuta riguarda la continuità dei sostegni economici già concessi.

Le persone che percepiscono attualmente un assegno per l’assistenza indiretta continueranno a riceverlo, senza perdere gli importi riconosciuti a causa dell’introduzione delle nuove procedure.

La Regione ha previsto una specifica clausola di salvaguardia per tutelare i percorsi assistenziali già avviati, in attesa dell’aggiornamento formale delle precedenti disposizioni.

Per i beneficiari esistenti resteranno quindi validi gli stessi requisiti di accesso e gli importi già assegnati.

La presidente Stefania Proietti ha spiegato che la tutela dei contributi in pagamento è stata una delle priorità nella predisposizione delle nuove linee guida.

“Sappiamo bene che ogni riorganizzazione delle procedure genera apprensione in chi affronta già una complessa quotidianità legata alla disabilità – ha dichiarato la presidente della Regione, Stefania Proietti –. Per questa ragione il nostro impegno primario è stato tutelare le persone che già ricevono un contributo, garantendo che nessuno perdesse le risorse già assegnate”.

Centri diurni, eliminata la riduzione automatica del contributo

Un’altra modifica riguarda le persone con disabilità che frequentano servizi semiresidenziali, come i centri diurni, e ricevono contemporaneamente un contributo economico per l’assistenza.

Con le nuove linee guida viene eliminato il meccanismo che prevedeva una riduzione automatica in percentuale dell’assegno in presenza della frequenza di un servizio semiresidenziale.

D’ora in avanti, l’importo sarà determinato valutando complessivamente i bisogni assistenziali della persona, senza applicare decurtazioni prestabilite legate alla sola frequenza del centro.

Gli uffici dovranno verificare che le diverse forme di sostegno non finanzino due volte la stessa identica spesa.

La misura punta così a distinguere le necessità coperte dai servizi frequentati durante la giornata da quelle che richiedono ulteriori interventi assistenziali.

Domande aperte tutto l’anno e valutazioni ogni tre mesi

Per chi intende richiedere un nuovo contributo, la Regione introduce una procedura senza finestre temporali obbligatorie.

Le domande potranno essere presentate in qualsiasi momento dell’anno, rivolgendosi agli sportelli territoriali competenti, senza dover rispettare scadenze perentorie.

Le richieste saranno esaminate periodicamente, di norma con cadenza trimestrale, attraverso le procedure di valutazione previste dal nuovo sistema.

L’obiettivo è rendere più uniforme l’accesso alle prestazioni nei diversi territori umbri e permettere la presa in carico dei bisogni anche quando emergono nel corso dell’anno.

Ogni richiesta sarà collegata alla definizione di un Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, nel quale saranno individuati gli interventi necessari per l’autonomia, la cura e la domiciliarità.

Il Budget di progetto servirà a coordinare le risorse disponibili, mantenendo la tracciabilità delle spese ed evitando sovrapposizioni tra finanziamenti destinati alle medesime necessità.

La Regione avvia una ricognizione dei bisogni assistenziali

Le nuove linee guida rappresentano una fase di passaggio verso una diversa organizzazione degli interventi per la disabilità in Umbria.

La Regione intende avviare una ricognizione dei percorsi assistenziali già attivati, verificando anche quali necessità non risultino attualmente soddisfatte dai servizi disponibili.

Le informazioni raccolte serviranno a orientare le successive decisioni sulla programmazione regionale e sulla distribuzione delle risorse economiche.

“Approviamo un atto che dichiara apertamente la sua natura di transizione: non una soluzione definitiva a ogni problema, ma uno strumento di riordino che ci servirà a fotografare i bisogni reali, facendo emergere con chiarezza anche quelle necessità che i servizi faticano ancora a coprire”, ha spiegato Proietti.

La presidente ha inoltre richiamato l’intenzione di eliminare le penalizzazioni automatiche per chi frequenta i centri diurni e di garantire una gestione tracciabile dei fondi pubblici, lavorando insieme agli enti territoriali per contenere gli adempimenti richiesti alle famiglie.

Per accompagnare il cambiamento, la Giunta ha stanziato 15.000 euro per la formazione degli operatori sociali e sanitari impegnati nei servizi territoriali.

Le attività formative e di supporto organizzativo saranno affidate al consorzio Scuola umbra di amministrazione pubblica Villa umbra, con il compito di favorire l’applicazione uniforme delle nuove procedure nei diversi territori della regione.

Redazione

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