Roberto Di Filippo è il nuovo presidente di CIA Agricoltori Italiani dell’Umbria. L’elezione è avvenuta martedì 7 luglio a Perugia, durante l’Assemblea regionale dell’organizzazione, e segna il passaggio di consegne da Matteo Bartolini, che dopo otto anni alla guida lascia l’incarico per dedicarsi a un nuovo progetto legato allo sviluppo delle filiere agroalimentari umbre. La scelta nasce dalla necessità di adeguare il modello organizzativo alle trasformazioni che stanno attraversando il settore primario, dalle tensioni geopolitiche alla volatilità dei mercati, fino ai cambiamenti climatici.
Di Filippo non è un volto nuovo per CIA Umbria: già vicepresidente regionale, presidente della sezione regionale del biologico ANABIO e imprenditore agricolo tra i pionieri del biologico in Italia e in regione, raccoglie ora un’eredità costruita negli ultimi anni. Al suo fianco è stato eletto vicepresidente Fabrizio Busti, imprenditore agricolo di Terni, già presidente territoriale dell’area ternana e membro del Comitato esecutivo regionale dal 2022.
Il cambio ai vertici non va letto come un semplice avvicendamento, ma come l’evoluzione di un percorso avviato negli anni della presidenza Bartolini, durante i quali l’organizzazione ha rafforzato credibilità e rappresentatività nei confronti delle istituzioni regionali. All’Assemblea elettiva ha preso parte anche il presidente nazionale Cristiano Fini, che ha riconosciuto la qualità del lavoro svolto da CIA Umbria negli ultimi otto anni, confermando la vicinanza della struttura nazionale alla nuova dirigenza regionale per le sfide che attendono il comparto agricolo.
A Bartolini è stato affidato un nuovo incarico dedicato alla costruzione di strumenti concreti per le piccole e medie aziende agricole umbre, attraverso un Consorzio senza scopo di lucro. Si tratta di una piattaforma aperta ad aziende agricole, imprese di trasformazione e distribuzione, enti di ricerca e istituzioni, pensata per rafforzare le filiere del cibo, generare nuovi mercati e restituire maggiore valore economico a chi produce. Il progetto si inserisce in un percorso già avviato da CIA Umbria negli anni scorsi, che ha superato i confini tradizionali della rappresentanza sindacale con iniziative come la food coop Birà.
Il nuovo assetto organizzativo si fonda quindi su due funzioni distinte e complementari: da un lato la rappresentanza, affidata a Di Filippo, sempre più vicina alle imprese e ai territori; dall’altro lo sviluppo economico e la costruzione delle filiere, di cui si occuperà Bartolini attraverso il Consorzio. Un modello che risponde a un cambiamento più ampio nel ruolo delle organizzazioni agricole, chiamate non solo a rappresentare gli interessi delle imprese ma anche ad accompagnarle nella creazione di valore lungo l’intera filiera, dalla produzione al consumatore finale.
Da CIA Agricoltori Italiani dell’Umbria è arrivata una nota che sintetizza lo spirito della riorganizzazione: “In questi anni abbiamo lavorato per restituire a CIA Umbria credibilità, autorevolezza e un ruolo centrale nel confronto sulle politiche agricole regionali. Oggi si apre una nuova fase. La rappresentanza resta il cuore della nostra organizzazione, ma da sola non basta più”. Il testo prosegue spiegando che l’obiettivo condiviso resta garantire un futuro alle aziende agricole umbre, rafforzandone la competitività e il ruolo nella creazione di valore.
Il passaggio del 7 luglio si configura dunque come l’avvio di una nuova stagione per CIA Umbria, che punta a integrare tutela, rappresentanza e sviluppo economico in un unico progetto al servizio dell’agricoltura regionale.
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