Piano strategico sanità 2026-2030: forti carenze ad Assisi, nel Mediotevere e al Trasimeno

Sanità Umbria, piano 2026-2030: previste 15 nuove Tac e risonanze per migliorare servizi e ridurre squilibri

L’Umbria dovrà dotarsi di 15 nuove apparecchiature tra Tac e risonanze magnetiche entro il 2030 per ridurre gli squilibri territoriali e rinnovare i macchinari obsoleti. È quanto stabilisce il Piano strategico 2026-2030 approvato dalla Giunta regionale, che definisce il fabbisogno e la distribuzione delle tecnologie radiologiche sul territorio, evidenziando criticità e prospettive di sviluppo del sistema sanitario regionale.

Il piano fotografa una situazione complessivamente positiva: la regione dispone già oggi di una dotazione superiore alla media nazionale. Le Tac sono 50, pari a 51,5 apparecchi per milione di abitanti contro i 37,3 italiani, mentre le risonanze magnetiche sono 31, con una media di 45,6 per milione rispetto ai 32,9 nazionali. Anche l’età delle apparecchiature risulta più favorevole: solo il 18,2% delle Tac supera i dieci anni, contro oltre il 35% a livello nazionale.

Accanto a questi dati, il documento evidenzia però forti disparità territoriali. Alcuni distretti, come Trasimeno, Assisano, Media Valle del Tevere, Valnerina e Narni-Amelia, risultano carenti soprattutto per la presenza di apparecchiature di fascia alta. In particolare, in Valnerina e Narni-Amelia mancano anche risonanze magnetiche pubbliche, mentre nel Trasimeno il 59% delle prestazioni Tac viene effettuato nel Perugino, segno di una forte dipendenza da altri territori.

Il caso più significativo è quello di Orvieto, dove si registra un eccesso di offerta: qui si concentra il numero più alto di Tac in rapporto alla popolazione e anche il maggior numero di prescrizioni, con il rischio, secondo il piano, di generare una domanda superiore al reale bisogno clinico.

Tra le criticità emerge anche il tema dell’obsolescenza tecnologica. Le Tac con meno di 16 strati sono considerate superate, mentre il piano stabilisce che in futuro non potranno più essere autorizzate apparecchiature con meno di 64 strati. Inoltre, le risonanze magnetiche mobili presenti ad Assisi e Città della Pieve potranno essere sostituite con macchine fisse per migliorare efficienza e produttività.

Per il futuro, il piano prevede l’autorizzazione fino a 11 nuove Tac, che porteranno il totale regionale a 61. Di queste, sette saranno destinate alla Usl Umbria 1 e quattro alla Usl Umbria 2, con particolare attenzione ai distretti più carenti. È prevista anche l’installazione di una nuova Tac di ultima generazione all’ospedale di Perugia.

Sul fronte delle risonanze magnetiche, sono previste quattro nuove apparecchiature con potenza pari o superiore a 1,5 Tesla: tre nella Usl Umbria 1 e una nella Usl Umbria 2, portando il totale a 35 macchinari.

Il piano include anche il programma di sostituzione finanziato con fondi Pnrr, che ha già portato all’installazione di nuove Tac a 128 strati negli ospedali di Città di Castello, Pantalla e Narni, mentre nuove risonanze magnetiche arriveranno a Città di Castello e Branca.

Per le altre grandi tecnologie sanitarie, come Pet, gamma camere e acceleratori per radioterapia, la Regione ritiene che il fabbisogno sia attualmente soddisfatto e non prevede ulteriori incrementi nel periodo 2026-2030.

Redazione

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