Il congresso del Partito Democratico umbro si è concluso con una chiara affermazione della mozione guidata da Sandro Pasquali, ma l’esito della votazione non garantisce automaticamente la sua elezione a segretario regionale. L’ultima parola spetterà infatti all’assemblea, che potrebbe orientarsi su una soluzione unitaria in grado di ricomporre le diverse anime interne.
Nelle ore successive alla chiusura del voto, Pasquali ha diffuso una dichiarazione in cui sottolinea la volontà di collaborare con la segreteria nazionale nelle prossime fasi: «Affronterò, in totale e leale collaborazione con la segreteria nazionale, mio e nostro autorevole riferimento, le fasi successive. Agirò, quindi, come sempre fatto in tanti anni di politica attiva, nell’esclusivo interesse del Pd e della sua grande comunità». Parole che, per alcuni, non escludono un possibile passo di lato, pur non dichiarandolo apertamente. La questione riguarda, come è noto, la vicenda che lo coinvolge per il rinvio a giudizio: avrebbe ottenuto un’aspettativa non retribuita per motivi sindacali poco dopo l’assunzione, continuando però a beneficiare di versamenti previdenziali da parte del Comune, ritenuti indebiti dagli inquirenti.
La partita si sposta in assemblea
L’attenzione ora si concentra sulla prima riunione dell’assemblea regionale, che avrà il compito di nominare ufficialmente il nuovo segretario. I sostenitori dello sfidante Carlo Emanuele Trappolino intravedono proprio in quella sede l’occasione per trovare una sintesi diversa, in grado di tenere insieme sensibilità politiche variegate.
Secondo quanto riferito da esponenti vicini a Trappolino, sarà l’assemblea a decidere gli equilibri futuri, anche in vista delle candidature per le elezioni politiche del 2027, che già iniziano a influenzare le dinamiche interne. Il clima, quindi, resta fluido e aperto a possibili mediazioni.
Trappolino: “Atto di responsabilità e apertura”
Dal fronte di Casa democratica, che fa riferimento allo sfidante, si registra un atteggiamento positivo nei confronti delle parole di Pasquali: «Le sue dichiarazioni rappresentano un gesto di responsabilità e apertura nei confronti della comunità democratica umbra», affermano i sostenitori, che sottolineano il contributo della segreteria nazionale come garanzia di equilibrio e coesione.
La mozione Trappolino ha raccolto circa il 40% dei consensi, con un radicamento significativo nell’area ternana, dove ha ottenuto risultati superiori alle previsioni. Un segnale di peso per chi punta a una soluzione condivisa che rifletta l’eterogeneità del partito sul territorio.
Pasquali: “Un risultato oltre ogni aspettativa”
Dal canto suo, Pasquali rivendica il buon esito del voto con toni soddisfatti: «Il congresso si concluderà con una vittoria netta, grazie a un impegno collettivo e alla partecipazione entusiasta riscontrata in tutto il territorio».
Anche l’area Passione democratica, che lo sostiene, rimarca i dati raccolti in città strategiche: «Numeri importanti a Perugia, ottimi a Terni, oltre ogni aspettativa nonostante i posizionamenti interni».
Un partito da ricompattare per affrontare le sfide regionali
Nel documento finale della mozione, si guarda avanti: «Con la nuova assemblea, il Pd dovrà tornare a essere un riferimento stabile e presente nei territori, pronto a raccogliere le sfide urgenti, dalla sanità alla ripresa economica dell’Umbria».
Si punta a ricostruire un partito compatto e operativo, capace di affrontare le prossime fasi con spirito costruttivo e un approccio condiviso: «Ci aspetta una fase importante. Serve un Pd unito, coeso e pronto a lavorare con responsabilità per il bene della regione».
La direzione politica del partito sarà dunque definita nei prossimi giorni, quando l’assemblea regionale deciderà se confermare Pasquali alla guida o trovare un accordo più ampio, sulla base degli equilibri interni emersi dal voto. Una fase ancora aperta, segnata da trattative e da un possibile intervento della segreteria nazionale come elemento di garanzia.
Provincia di Perugia: vince Baldini
Lodovico Baldini, candidato di Passione Democratica non ha avuto problemi nella provincia di Perugia, con la sua mozione che ha superato il 70 percento, superando il candidato di Casa Democratica Matteo Burico, sindaco di Passignano sul Trasimeno
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