Perugia, quattro interventi per la sicurezza: telecamere nei quartieri

Fondi comunali, assunzioni nella municipale e informatori civici nel centro storico: ecco il piano della giunta Ferdinandi. Interessati San Vetturino, Mugnano, Montelaguardia e Lacugnano

È stato presentato il primo pacchetto di misure per la sicurezza urbana dell’amministrazione guidata da Vittoria Ferdinandi, con quattro interventi che interesseranno diverse aree di Perugia. Un piano che punta a un nuovo modello di gestione del territorio e che, secondo il consigliere delegato alla Sicurezza Antonio Donato (M5S), segna un netto cambio di passo: “Una novità assoluta e un passo in avanti concreto rispetto alla precedente amministrazione”.

I quartieri coinvolti sono San Vetturino, Mugnano, Montelaguardia e Lacugnano, dove sarà attivato un sistema di videosorveglianza finanziato con risorse comunali. Ma non si tratta solo di tecnologia. “Abbiamo scelto un approccio integrato, basato su ascolto, prevenzione e presenza costante nei quartieri”, ha spiegato Donato, precisando che le misure sono frutto di un percorso partecipato con cittadini, forze dell’ordine e consiglieri di maggioranza.

Tra le altre azioni previste, nuove assunzioni nella polizia municipale e un rafforzamento del presidio a Fontivegge, con l’obiettivo di superare gli standard precedenti. In centro storico, invece, partirà una sperimentazione con informatori civici attivi in orario serale e notturno: figure formate, non armate, incaricate di promuovere il rispetto delle regole e monitorare le zone della movida giovanile.

Il modello operativo della polizia locale sarà inoltre ridefinito in chiave preventiva, seguendo la logica delle “finestre rotte”: piccoli segnali di degrado saranno affrontati tempestivamente per evitare escalation. “Interventi rapidi, visibili e mirati possono fare la differenza nella percezione di sicurezza”, ha sottolineato Donato.

Sulle politiche per la sicurezza è intervenuta anche Fratelli d’Italia, che ha rivolto un appello all’esecutivo cittadino: “Non si può ignorare il malessere che arriva da alcune zone della città”. In una nota, il partito ha invitato la giunta a non minimizzare i problemi: “Perugia non è Gomorra, ma se i cittadini ci rappresentano un problema, è sbagliato fare lo spettatore”.

FdI ha chiesto inoltre di non smantellare strumenti già operativi, come l’uso del taser o il presidio rinforzato a Fontivegge, e di procedere con urgenza all’approvazione del regolamento comunale sulle ‘aree tutelate’, pensato per limitare orari e modalità di somministrazione di alcolici e contenere l’impatto acustico in aree sensibili. “Il bene della città viene prima del bene di un partito. Per noi è scontato; ci auguriamo sia così per tutti”, ha dichiarato il gruppo.

Il confronto in consiglio

Sul regolamento in discussione è intervenuto anche Fabrizio Ferranti, consigliere di maggioranza (Perugia per la sanità pubblica), che ha ricordato il lavoro fatto nelle scorse settimane per trovare un testo condiviso: “In commissione, a inizio aprile, sono stati discussi due ordini del giorno, uno di maggioranza e uno di opposizione. Un mese fa è stata inviata una nuova bozza al gruppo FdI, senza ricevere risposta”. Una mancata replica che, secondo Ferranti, “dimostra che l’opposizione lavora più sui social che in consiglio comunale”.

Redazione

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