Otricoli e Calvi dell’Umbria sono i Comuni umbri con le percentuali più alte di raccolta differenziata e nel 2026 beneficeranno della massima riduzione dell’ecotassa, pari al 60%. Otricoli raggiunge l’86,9%, mentre Calvi dell’Umbria arriva all’85,2%. Complessivamente sono 63 i Comuni che hanno superato la soglia del 65% e che vedranno ridursi il tributo speciale per il conferimento dei rifiuti in discarica. La fotografia è contenuta nella delibera della giunta regionale numero 784 del 15 luglio 2026, che certifica i dati del 2025. La raccolta differenziata media regionale ha raggiunto il 70,1%, evitando così a tutti i Comuni umbri l’addizionale del 20% prevista per il mancato raggiungimento dell’obiettivo regionale.
Otricoli e Calvi dell’Umbria al vertice
La classifica della raccolta differenziata vede Otricoli al primo posto in Umbria con l’86,9%, seguito da Calvi dell’Umbria con l’85,2%. I due Comuni sono gli unici ad aver superato la soglia dell’85% e, proprio per questo risultato, nel 2026 potranno beneficiare della riduzione del 60% dell’ecotassa.
Il sistema previsto dalla normativa collega infatti la percentuale di raccolta differenziata alla riduzione del tributo. Il superamento del 65% consente di ottenere uno sconto, mentre una percentuale inferiore non dà diritto ad alcuna riduzione.
Sono 63 i Comuni con uno sconto
Nel complesso, sono 63 i Comuni umbri che hanno superato il 65% di raccolta differenziata e che quindi beneficeranno di una riduzione dell’ecotassa nel 2026.
La fascia più numerosa è quella con una riduzione del 30%, che comprende 44 Comuni. Altri 13 Comuni avranno una riduzione del 40%, mentre quattro potranno beneficiare di uno sconto del 50%. In cima alla graduatoria, con il 60% di riduzione, ci sono invece esclusivamente Otricoli e Calvi dell’Umbria.
Perugia, Terni e gli altri Comuni premiati
Tra i Comuni che rientrano nella fascia con riduzione del 30% figurano Perugia, Città di Castello, Gubbio e Umbertide. Nello stesso gruppo sono presenti anche Assisi, Corciano, Marsciano, Foligno e Spoleto.
La riduzione sale invece al 40% per i Comuni che hanno superato il 75% di raccolta differenziata. Tra questi ci sono Terni, Bastia Umbra, Todi e Torgiano, insieme ad altri Comuni compresi nella fascia tra il 75% e l’80%.
Sono soltanto quattro i Comuni che raggiungono la fascia dello sconto del 50%: Lisciano Niccone, Bettona, Montefranco e Porano.
Nessun Comune subirà l’aumento del 20%
Sul fronte opposto ci sono 29 Comuni che non hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata. Per queste amministrazioni non è prevista alcuna riduzione dell’ecotassa.
Nessuno, tuttavia, subirà l’aumento del 20% previsto dalla normativa per il mancato raggiungimento dell’obiettivo regionale. La ragione è nel dato medio dell’Umbria, che nel 2025 ha raggiunto il 70,1%, superando la soglia del 65%.
Il risultato regionale è superiore di mezzo punto percentuale rispetto all’anno precedente.
Le differenze tra i territori umbri
Il dato medio regionale nasconde differenze tra i diversi territori. Il Sub-ambito 4, corrispondente all’area ternano-orvietana, raggiunge il 75,3% di raccolta differenziata e si conferma il più virtuoso.
Il Sub-ambito 3, che comprende invece l’area di Foligno, Spoleto e della Valnerina, si ferma al 60,4% ed è l’unico territorio indicato significativamente al di sotto della media regionale.
La crescita complessiva della raccolta differenziata si inserisce in un quadro nel quale anche la quantità di rifiuti destinata alla discarica ha registrato una diminuzione.
Nel 2025 prodotti 465.910 tonnellate di rifiuti
Nel corso del 2025 l’Umbria ha prodotto 465.910 tonnellate di rifiuti urbani, con un aumento di 7.114 tonnellate rispetto al 2024.
Il report dell’Osservatorio regionale quantifica la crescita nell’1,6%, mentre la deliberazione indica un incremento dell’1,52%.
La produzione pro capite è arrivata a 547,2 chilogrammi per abitante, 9,4 chilogrammi in più rispetto all’anno precedente. Nel dato incide anche la diminuzione della popolazione residente.
Nonostante l’aumento della produzione complessiva, nel 2025 è diminuita in maniera consistente la quantità di rifiuti conferiti in discarica.
In calo i rifiuti smaltiti in discarica
Nel 2025 sono state conferite nelle tre discariche regionali di Belladanza, Borgo Giglione e Le Crete 174.139 tonnellate di rifiuti. Rispetto al 2024 si tratta di oltre 51 mila tonnellate in meno, con una riduzione di circa il 22%.
Il dato si accompagna alla crescita della quota intercettata attraverso la raccolta differenziata e alla diminuzione della quantità destinata allo smaltimento finale.
La programmazione regionale prevede comunque ulteriori obiettivi: il 75% di raccolta differenziata entro il 2028 e l’80% entro il 2030. Per quanto riguarda il rifiuto urbano residuo, l’obiettivo è invece ridurre il quantitativo dai 156 chilogrammi per abitante registrati nel 2025 a 100 chilogrammi entro il 2030.
Positiva anche la raccolta dell’organico
Il report dell’Osservatorio regionale evidenzia segnali positivi anche per quanto riguarda la qualità della raccolta dell’organico. Sono 49 i Comuni classificati nella fascia di buona qualità, caratterizzata da una presenza di materiale non compostabile inferiore al 5%.
La qualità della raccolta rappresenta quindi un ulteriore elemento considerato nei dati regionali relativi alla gestione dei rifiuti del 2025.
La destinazione di una parte dell’ecotassa
La delibera stabilisce infine la destinazione del 5% dell’ecotassa, per una somma stimata in circa 60 mila euro, ai Comuni che ospitano discariche regionali o che confinano con esse. Il provvedimento è stato proposto dall’assessore Thomas De Luca e approvato all’unanimità dalla giunta presieduta da Stefania Proietti.
La delibera sarà trasmessa all’Auri, con l’obiettivo di informare i gestori dei servizi e degli impianti sulle riduzioni dell’ecotassa applicate nel 2026.
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