Caporalato in autolavaggio a Gualdo Tadino: attività sospesa

Due lavoratori sarebbero stati impiegati in condizioni di sfruttamento. Contestate anche violazioni sulla sicurezza e un deposito irregolare di rifiuti

Un controllo in un autolavaggio di Gualdo Tadino ha portato alla scoperta di una serie di gravi irregolarità sul fronte lavorativo, della sicurezza e della gestione ambientale. Al termine degli accertamenti, l’attività è stata sospesa e i luoghi di lavoro sono stati sottoposti a sequestro preventivo.

Il titolare dell’attività è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia per le contestazioni emerse durante l’ispezione, tra cui quella relativa al presunto sfruttamento dei lavoratori con l’accusa di caporalato.

Secondo quanto ricostruito dagli organi di controllo, nell’autolavaggio erano impiegati due lavoratori in condizioni ritenute non conformi alla normativa vigente.

Lavoratori sfruttati: contestati orari e paghe inferiori ai contratti

Gli accertamenti avrebbero evidenziato una situazione lavorativa caratterizzata da elementi riconducibili allo sfruttamento. In particolare, sono state contestate modalità di impiego incompatibili con i normali standard previsti dai contratti collettivi di settore, sia per quanto riguarda gli orari di lavoro sia per il livello delle retribuzioni.

Gli investigatori hanno rilevato che i compensi riconosciuti ai lavoratori sarebbero risultati significativamente inferiori rispetto a quelli stabiliti dalla contrattazione collettiva applicabile.

Le condizioni operative riscontrate avrebbero inoltre esposto i dipendenti a possibili rischi per la salute e la sicurezza, aggravando il quadro delle violazioni contestate al responsabile dell’attività.

Gravi carenze sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Durante l’ispezione sono emerse numerose irregolarità legate alla normativa sulla sicurezza sul lavoro.

Tra le principali criticità rilevate figurano:

  • assenza della documentazione obbligatoria prevista dalla legge;
  • mancata formazione dei lavoratori sui rischi professionali;
  • assenza del Documento di valutazione dei rischi (Dvr);
  • mancata designazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp);
  • condizioni strutturali dei locali giudicate non adeguate.

Le autorità hanno quindi disposto specifiche prescrizioni per permettere il ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie alla ripresa dell’attività.

Sul piano economico, le violazioni relative alla sicurezza hanno comportato ammende per circa 23 mila euro, mentre le sanzioni amministrative contestate ammontano complessivamente a circa 5.500 euro.

Scoperto anche un deposito incontrollato di rifiuti

Nel corso del controllo è stata inoltre rilevata una violazione in materia ambientale. Nelle aree utilizzate dall’autolavaggio è stato individuato un deposito incontrollato di rifiuti, in contrasto con le disposizioni previste dalla normativa sulla corretta gestione degli scarti.

La presenza dei materiali abbandonati o accumulati senza le procedure previste ha determinato ulteriori contestazioni nei confronti dell’imprenditore.

Il quadro emerso dall’ispezione ha quindi coinvolto diversi ambiti: sfruttamento del personale, mancato rispetto delle norme di sicurezza e irregolarità nella gestione dei rifiuti.

L’intervento delle autorità ha portato alla sospensione dell’attività e all’avvio delle procedure previste per accertare le responsabilità relative alle violazioni riscontrate.

La vicenda si inserisce nel più ampio controllo del rispetto delle norme sul lavoro e sulla sicurezza, con particolare attenzione ai settori dove possono verificarsi situazioni di precarietà o impiego irregolare della manodopera.

Redazione

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