Spoleto, aggressione in carcere: feriti due agenti penitenziari

Quattro detenuti del circuito di Alta sicurezza hanno aggredito due neo agenti nella casa di reclusione: uno dei poliziotti ha riportato lesioni con una prognosi di 21 giorni

Due agenti della polizia penitenziaria sono stati aggrediti all’interno del carcere di Spoleto da quattro detenuti appartenenti al circuito di Alta sicurezza. Uno dei due poliziotti, un agente di appena 20 anni, ha riportato le conseguenze più gravi dell’aggressione.

Secondo la prima prognosi ricevuta nel pomeriggio, il giovane agente ha riportato un trauma facciale con deviazione del setto nasale e altre lesioni giudicate guaribili in 21 giorni.

A denunciare l’episodio è stato il segretario regionale del Sinappe, Daniele Rosati, che ha definito l’accaduto un nuovo segnale delle difficoltà presenti all’interno della struttura penitenziaria.

La denuncia del Sinappe

Il sindacato ha parlato di una situazione di crescente criticità per il personale della polizia penitenziaria. Secondo Rosati, l’aggressione rappresenterebbe “l’ennesimo segnale di una situazione ormai fuori controllo” e “la prova definitiva che il personale opera in condizioni di rischio non più tollerabili”.

Il segretario regionale del Sinappe ha inoltre evidenziato che i detenuti coinvolti nell’episodio sarebbero già stati destinatari di provvedimenti disciplinari per il possesso di telefoni cellulari.

Le richieste del sindacato

Secondo quanto riferito dal Sinappe, nonostante i provvedimenti già adottati, il clima all’interno della struttura sarebbe rimasto caratterizzato da tensioni.

Il sindacato ha dichiarato che “i detenuti coinvolti nell’aggressione di ieri erano destinatari di provvedimenti disciplinari per il possesso di telefoni cellulari, ma nonostante ciò l’amministrazione ha tollerato per settimane un clima di crescente ostilità senza adottare le misure previste dalla normativa”.

Nella nota diffusa dall’organizzazione viene contestata anche la gestione dei detenuti inseriti nel circuito di Alta sicurezza, ritenuta priva di strumenti adeguati di contenimento e prevenzione.

Il nodo dei provvedimenti 14 bis

Tra le questioni sollevate dal Sinappe c’è anche quella relativa ai provvedimenti di 14 bis, il regime di sorveglianza particolare previsto per detenuti considerati particolarmente problematici.

Il sindacato sostiene che per uno degli aggressori fosse già stata richiesta da tempo l’applicazione del provvedimento, motivata dalla sua pericolosità personale e sociale all’interno dell’istituto.

La stessa richiesta viene collegata anche al detenuto che, secondo il sindacato, aveva aggredito un mese prima due ispettori.

Le richieste alla gestione penitenziaria

Dopo l’aggressione, il Sinappe ha chiesto una serie di interventi per affrontare la situazione del carcere di Spoleto.

Tra le richieste avanzate figurano l’emissione dei provvedimenti 14 bis ancora pendenti senza ulteriori ritardi, il trasferimento urgente dei detenuti ritenuti responsabili dell’aggressione e l’istituzione di una sezione dedicata all’isolamento e alla gestione dei casi ad alta criticità.

Il sindacato ha inoltre chiesto lo sfollamento del circuito di Media sicurezza, già richiesto in precedenza dalle organizzazioni sindacali.

Chiesta un’inchiesta sulla casa di reclusione

Tra le iniziative richieste dal Sinappe c’è infine anche l’apertura di un’inchiesta da parte del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria sulla casa di reclusione di Spoleto.

L’obiettivo indicato dal sindacato è quello di verificare eventuali “omissioni, ritardi, responsabilità” nella gestione delle criticità segnalate all’interno della struttura.

Redazione

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