Sting inaugura Umbria Jazz 2026 a Perugia con un’arena gremita

Il concerto di Sting all’Arena Santa Giuliana apre l’edizione 2026 di Umbria Jazz con una serata sold out e segna la prima data italiana del tour mondiale “Sting 3.0”.

È stata una Arena Santa Giuliana completamente gremita quella che a Perugia ha accolto Sting, protagonista del concerto inaugurale di Umbria Jazz 2026. L’evento ha rappresentato la prima tappa italiana del suo nuovo tour mondiale, segnando un ritorno attesissimo per uno degli artisti più influenti della musica contemporanea.

Dal palco, il cantautore britannico ha salutato il pubblico con parole semplici ma significative: “Siamo felici di essere qua per la terza volta”, un riferimento al suo legame storico con il festival perugino e con la città che lo ospita. La serata ha subito assunto i contorni di un evento simbolico, capace di unire diverse generazioni di spettatori.

Il concerto ha infatti richiamato un pubblico trasversale, dai fan storici dei The Police agli appassionati della lunga carriera solista di Sting, fino a numerosi giovani presenti per assistere dal vivo a un artista che, con oltre 100 milioni di dischi venduti e 17 Grammy Award, continua a occupare un ruolo centrale nella scena musicale internazionale.

Il legame tra Sting e Umbria Jazz non è nuovo. Il rapporto con il festival ha radici profonde: il primo incontro risale al 1987, quando l’artista si esibì in una delle collaborazioni più iconiche della storia della rassegna, affiancando il leggendario arrangiatore Gil Evans e la sua orchestra in un concerto che richiamò circa 25mila spettatori. Un momento considerato ancora oggi una pietra miliare del festival.

Il ritorno successivo avvenne nel 2012, con il progetto “Back to Bass”, quando Sting chiuse la sua esibizione sempre all’Arena Santa Giuliana, riaffermando il suo legame con il pubblico umbro attraverso una performance essenziale e fortemente centrata sul basso, il suo strumento identitario.

L’edizione 2026 segna dunque un nuovo capitolo con il progetto “Sting 3.0”, una formula artistica che punta a una rilettura del repertorio attraverso la dimensione del power trio, formato oltre che dallo stesso Sting, dal chitarrista di lunga data Dominic Miller e dal batterista Chris Maas. Una scelta che riduce gli arrangiamenti all’essenziale, puntando su dinamica e intensità espressiva.

Lo spettacolo di Perugia è stato caratterizzato da un’impostazione musicale misurata ed equilibrata, più orientata alla raffinatezza sonora che all’impatto energetico puro. La voce di Sting ha impiegato alcuni brani per raggiungere la piena brillantezza, ma una volta entrata a regime ha mantenuto una performance stabile e controllata per tutta la durata del concerto.

Redazione

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