La Corte dei Conti d’Appello ha ridotto le condanne per danno erariale inflitte a un’ex maresciallo della Polizia provinciale di Perugia e a due ex comandanti coinvolti nella vicenda delle centinaia di multe mai riscosse tra il 2011 e il 2014. Come riporta Umbria 24, i giudici di secondo grado hanno confermato l’esistenza di un grave malfunzionamento organizzativo e l’occultamento doloso di documentazione relativa alle sanzioni stradali, ma hanno applicato le nuove disposizioni previste dalla legge 1 del 2026, che limita la responsabilità amministrativa dei dirigenti pubblici in alcuni casi di colpa grave. La decisione ha portato a una significativa riduzione delle somme da risarcire.
Il caso delle sanzioni mai riscosse
L’intera vicenda riguarda la gestione dell’ufficio verbali della Provincia di Perugia nel periodo compreso tra il 2011 e il 2014. Secondo quanto accertato dalla magistratura contabile, centinaia di procedimenti sanzionatori furono gestiti in modo irregolare, provocando un danno economico all’ente pubblico.
Tra le principali criticità emerse figurano la mancata notifica delle multe nei termini previsti dalla legge, l’omessa iscrizione a ruolo dei crediti con conseguente prescrizione e la mancata registrazione delle informazioni nei sistemi informatici.
L’occultamento dei documenti e la gestione dell’ufficio
La sentenza conferma che l’ex maresciallo, già condannata in sede penale a cinque anni e due mesi di reclusione per peculato e falso, gestiva l’ufficio in modo autonomo e privo di controlli efficaci.
Dagli accertamenti è emerso che i registri venivano custoditi in armadi chiusi a chiave e che persino l’accesso visivo all’ufficio sarebbe stato limitato attraverso l’installazione di una tendina sulla porta. Inoltre, il sistema informatico utilizzato non consentiva la tracciabilità delle modifiche effettuate sui dati, rendendo possibile alterare informazioni senza lasciare evidenze.
Secondo i giudici, queste condizioni hanno favorito l’occultamento delle irregolarità e la manipolazione delle procedure amministrative.
La scoperta delle anomalie
Le criticità sarebbero emerse in modo più chiaro soltanto nel 2017, quando una nuova responsabile dell’ufficio tentò di segnalare le anomalie riscontrate nella gestione dei verbali.
La ricostruzione contenuta negli atti descrive un contesto caratterizzato da scarsi controlli e difficoltà nell’accertamento delle responsabilità. In uno degli episodi richiamati nella sentenza, l’ex dipendente sarebbe stata sorpresa mentre prelevava documentazione dall’ufficio utilizzando un sacco dell’immondizia. Parte di quei documenti non sarebbe mai stata recuperata.
La decisione della Corte dei Conti
La Corte d’Appello ha respinto l’eccezione di prescrizione avanzata dalle difese, ritenendo che l’occultamento doloso dei documenti abbia impedito all’amministrazione di accorgersi del danno fino al novembre 2017, quando furono formalmente riconsegnate le chiavi dell’ufficio.
I giudici hanno però rideterminato il danno erariale rispetto a quanto stabilito in primo grado. Il valore iniziale, superiore a 440 mila euro, è stato ridotto considerando che i crediti derivanti dalle sanzioni stradali non vengono normalmente riscossi nella loro totalità.
Successivamente è stata sottratta una quota del 25% attribuita a soggetti non coinvolti nel giudizio ma ritenuti concorrenti nelle responsabilità amministrative.
L’effetto della legge 1 del 2026
Uno degli aspetti più rilevanti della sentenza riguarda l’applicazione della legge 1 del 2026, nota per aver introdotto il cosiddetto “scudo erariale”.
La normativa ha consentito una riduzione del 30% delle somme attribuite ai due ex comandanti, poiché la loro responsabilità è stata qualificata come gravemente colposa ma non dolosa.
Diversa la posizione dell’ex maresciallo, per la quale è stata confermata la responsabilità piena per dolo.
Gli importi dei risarcimenti
In base alla pronuncia della Corte dei Conti:
- l’ex maresciallo dovrà risarcire circa 75 mila euro;
- i due ex comandanti dovranno versare rispettivamente circa 13 mila euro e 11 mila euro;
- per un terzo ex dirigente resta definitiva una precedente condanna pari a circa 8 mila euro.
Nei giorni scorsi la Provincia di Perugia ha avviato le procedure per il recupero delle somme stabilite dalla sentenza.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.