A Perugia tutto pronto per l’Umbria Pride 2026 si svolgerà sabato 13 giugno a Perugia, con partenza alle ore 16 da piazza Fortebraccio (Arco Etrusco). La manifestazione, organizzata da Omphalos, è attesa come l’edizione più partecipata nella storia del Pride umbro, con migliaia di persone previste lungo il percorso del centro storico. La spinta alla mobilitazione arriva dal clima politico nazionale, caratterizzato da misure legislative che gli organizzatori giudicano lesive dei diritti della comunità LGBTQIA+.
Il percorso del corteo
Il corteo attraverserà via Pinturicchio, via XIV Settembre, Tre Archi, via Marconi, via Masi e viale Indipendenza, piazza Italia e corso Vannucci, per concludersi con gli interventi dal palco di piazza della Repubblica. Un tracciato consolidato che tocca i nodi principali del centro storico cittadino.
Oltre 60 organizzazioni aderenti
Al manifesto politico dell’Umbria Pride 2026 hanno aderito più di 60 realtà regionali: associazioni studentesche, ambientaliste, sindacati, organizzazioni femministe, soggetti del terzo settore e partiti politici. In piazza, al fianco della comunità Lgbtqia+, ci saranno Pd, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra, oltre al Comune di Perugia.
Roberto Mauri, segretario di Omphalos, ha inquadrato la manifestazione nel contesto politico attuale: “Viviamo una stagione politica che tende a omologare, invisibilizzare, normalizzare le esperienze e le vite della comunità Queer. Ne pagano il conto prima di tutto le persone non binarie e trans insieme alle ragazze e ai ragazzi giovani.”
Tra i temi al centro del manifesto: la legge che classifica la gestazione per altri come reato universale, la riforma scolastica del ministro Valditara che subordina l’educazione all’affettività e alla sessualità al consenso delle famiglie, e il dato dei 99 femminicidi annui in Italia.
Lo scontro politico sulla bandiera arcobaleno
La vigilia è stata scaldata, si fa per dire dalla vicenda della bandiera arcobaleno esposta a Palazzo dei Priori che ha innescato tensioni nell’arena politica locale. Il capogruppo Pd Lorenzo Ermenegidi Zurlo ha ricevuto insulti omofobi in seguito al gesto, generando anche uno scontro diretto con il centrodestra perugino sull’opportunità dell’esposizione del vessillo.
Nei giorni scorsi anche il Partito Liberaldemocratico e l’Associazione Italia-Israele di Perugia hanno espresso sostegno alla manifestazione, pur avanzando in una lettera formale la richiesta di garanzie per la comunità ebraica — in riferimento a polemiche emerse dopo il Roma Pride — garanzie che però a detta del Pld sarebbero poi pervenute: “Siamo stati attaccati come partito, ci hanno accusato di strumentalizzare LGBT ed ebrei solo per visibilità, ma non conoscono la nostra storia. Senza contare che la presenza dell’associazione al nostro fianco non è stata nemmeno considerata nella risposta: la realtà è che il nostro sostegno è scomodo, perchè noi crediamo davvero in una società inclusiva e libera. Per noi diritti e libertà sono il faro, valori negoziabili universali, che sono di tutti e non solo di alcuni.Per l’Occidente e la società liberale noi saremo sempre in prima linea anche se diamo fastidio”, scrive il partito in un post social.
L’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria ha anch’esso aderito alla manifestazione, dichiarando l’intenzione di portare avanti, nell’esercizio della professione, “un impegno, convinto e condiviso, contro ogni forma di discriminazione”.
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