Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scelto il palcoscenico di Assisi per ribadire un principio cardine della sua visione politica: il bene collettivo si costruisce attraverso le istituzioni, non in opposizione ad esse. L’occasione è stata l’incontro “Francesco e le istituzioni”, inserito nella rassegna culturale “Francesco ha gli occhi tuoi”, durante il quale il sottosegretario ha intrecciato riflessioni sul ruolo della politica con il riferimento alla figura di San Francesco d’Assisi e alle sfide poste dall’intelligenza artificiale.
San Francesco come modello istituzionale
Al centro dell’intervento di Mantovano c’è una lettura della spiritualità francescana in chiave politico-istituzionale. Il sottosegretario ha indicato nel santo patrono d’Italia un esempio concreto di rapporto costruttivo con le istituzioni, sottolineando come Francesco abbia scelto di “operare dentro la Chiesa e non contro di essa”. Un approccio che, secondo Mantovano, rappresenta ancora oggi un modello valido per chi si occupa di governo e amministrazione della cosa pubblica.
Questo richiamo non è meramente storico o devozionale: serve a fondare un principio politico secondo cui il cambiamento e il rinnovamento sociale si realizzano lavorando all’interno delle strutture esistenti, rafforzandole e orientandole verso il bene comune, piuttosto che delegittimandole o contrastandole dall’esterno.
Il richiamo all’enciclica di Papa Leone XIV
Il filo conduttore dell’intervento si estende fino all’attualità più stringente, con un esplicito riferimento a Papa Leone XIV e alla sua prima enciclica. Mantovano ha citato il documento pontificio come esempio di come le istituzioni — in questo caso la Chiesa — sappiano leggere le grandi trasformazioni del presente e chiamare la politica alle proprie responsabilità.
“È quello che troviamo scritto nel modo più chiaro nella prima, splendida enciclica di Papa Leone XIV quando, a proposito dei gravi rischi dell’intelligenza artificiale, chiama a responsabilità la politica, che deve stabilire delle regole e che deve fare delle scelte”, ha affermato il sottosegretario.
Il passaggio è significativo: Mantovano non si limita a evocare i rischi dell’IA, ma individua nella regolamentazione politica lo strumento necessario per governarli. La politica, in questa prospettiva, non può delegare ad altri soggetti — tecnici, aziende private, organismi sovranazionali — la responsabilità di definire i confini etici e normativi dell’innovazione tecnologica.
Politica, regole e responsabilità nell’era digitale
Il tema dell’intelligenza artificiale si inserisce quindi in un ragionamento più ampio sul ruolo delle istituzioni democratiche di fronte alle grandi sfide contemporanee. Stabilire regole chiare sull’IA non è un’opzione tecnica, ma una scelta politica che investe valori, diritti e modelli di società. È questo il messaggio che Mantovano ha inteso lanciare da Assisi: le istituzioni hanno non solo la facoltà, ma il dovere di intervenire per orientare lo sviluppo tecnologico in direzione del bene pubblico.
L’incontro si è svolto nell’ambito di una rassegna che esplora la figura di Francesco attraverso molteplici prospettive contemporanee, dimostrando come il patrimonio spirituale e culturale del santo medievale continui ad alimentare riflessioni su temi urgenti del presente, dalla governance alla tecnologia, dall’etica pubblica al rapporto tra potere e responsabilità.
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