L’Umbria porta a Torino la Marcia della Pace, migliaia di persone in corteo

Successo al Salone del Libro per l’iniziativa dedicata alla nonviolenza e al dialogo tra i popoli

L’Umbria ha portato a Torino la Marcia della Pace come simbolo di civiltà, cultura e nonviolenza, richiamando circa 3mila persone nel capoluogo piemontese durante l’ultima giornata del Salone Internazionale del Libro 2026. L’iniziativa, promossa dalla Regione Umbria nell’ambito della partecipazione come ospite della manifestazione, ha attraversato la città con un percorso ispirato al pensiero di San Francesco d’Assisi e di Aldo Capitini, riportando al centro il tema della pace e del dialogo tra i popoli.

“La Regione Umbria ha voluto fortemente un assessore alla Pace, e oggi siamo orgogliosi di aver portato qui a Torino un momento di condivisione forte”, ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.

“La chiamata alle arti contro la chiamata alle armi”

Nel corso della manifestazione, Proietti ha sottolineato il significato simbolico dell’iniziativa. “L’Umbria contrappone la chiamata alle armi con la chiamata alle arti”, ha affermato la presidente della Regione.

La marcia è arrivata al termine di una settimana di appuntamenti che hanno visto l’Umbria protagonista al Salone del Libro con eventi dedicati a cultura, editoria e impegno civile.

Bandiere della pace e partecipazione delle scuole

Il corteo ha coinvolto cittadini, associazioni, istituzioni, autori e numerose scuole. Tra i momenti più significativi della giornata ci sono state le Bandiere della Pace realizzate da bambini e bambine, protagoniste del percorso con simboli e colori dedicati al tema della nonviolenza.

L’iniziativa del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, ispirata al progetto “Il Canto per la Pace Preventiva” di Michelangelo Pistoletto, candidato al Premio Nobel per la Pace 2025, ha contribuito alla dimensione simbolica dell’evento.

Gli interventi istituzionali e culturali

Sul palco si sono alternati interventi istituzionali e culturali coordinati da Tonio Dell’Olio. Tra i presenti il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, Donatella Casciarri, Christian Raimo, Nicola Lagioia e Paola Caridi.

Nel corso della manifestazione è stata inoltre esposta per la prima volta fuori dall’Umbria la storica bandiera della pace di Aldo Capitini, portata da Giuseppe Moscati.

Proietti: “La pace non è un’utopia”

“La valorizzazione delle differenze, espresse attraverso i diversi colori della bandiera della Pace di Aldo Capitini, rappresenta un elemento di coesione, inclusione e unione”, ha dichiarato Stefania Proietti. “La pace non è un’utopia irraggiungibile, ma un percorso che si realizza attraverso l’impegno comune di cittadini guidati da un coraggio di cui non ci si pente mai”, ha aggiunto.

La presidente ha poi ricordato come questa sia stata la prima volta che la Marcia della Pace è uscita dai confini regionali. “Oggi essere qui a Torino rappresenta un gesto nuovo e importante”, ha spiegato.

“Una cultura della pace”

Per il vicepresidente della Regione con delega alla Cultura Tommaso Bori, il Salone del Libro ha rappresentato l’occasione per promuovere “ideali e valori legati alla cultura” attraverso l’esperienza della Marcia della Pace.

L’assessore regionale alla Pace Fabio Barcaioli ha invece richiamato il principio sancito dall’articolo 11 della Costituzione italiana. “L’Italia ripudia la guerra e la Regione Umbria si riconosce pienamente in un impegno costante al fianco dei popoli che subiscono conflitti e oppressioni”, ha dichiarato.

La partecipazione dell’Umbria al Salone del Libro si è così conclusa con una giornata dedicata ai temi della pace, della convivenza e della responsabilità civile.

Redazione

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