Sanitopoli, Marini: “Io condannata per non aver commesso il fatto”

L’ex presidente della Regione Umbria commenta sui social la sentenza d’appello sulle presunte irregolarità nei concorsi sanitari.

In fondo io sono una condannata per non aver commesso il fatto”. Con queste parole l’ex presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha commentato sui social la sentenza emessa dalla Corte d’Appello che l’ha condannata a un anno e otto mesi di reclusione nell’ambito del processo sulle presunte irregolarità nei concorsi banditi dall’Azienda ospedaliera di Perugia e dall’Usl Umbria 1 tra il 2018 e il 2019.

La decisione dei giudici è arrivata nonostante la richiesta formulata dalla Procura generale, che aveva invece chiesto l’assoluzione dell’ex governatrice “per non aver commesso il fatto”.

Il commento di Marini è stato affidato a un lungo post pubblicato sulla propria pagina Facebook all’indomani della sentenza. Nel messaggio l’ex presidente umbra ha spiegato di non voler rimanere in silenzio dopo l’esito del processo d’appello.

Dato che nel mio carattere e stile vi è sempre la libertà di dire quello che penso e con trasparenza non posso tacere”, scrive Marini rivolgendosi ai cittadini e ai lettori della sua pagina social.

L’ex presidente ha sottolineato in particolare il contrasto tra la decisione della Corte e la posizione espressa dalla Procura generale nel corso del procedimento di secondo grado. Marini ricorda infatti come il 14 gennaio 2026 la Procura avesse avanzato una richiesta di assoluzione con formula piena, motivata – secondo quanto riportato nel post – anche attraverso valutazioni tecniche autonome rispetto alle argomentazioni della difesa.

Vedere la Corte decidere in altra direzione prescindendo dalla richiesta e motivazioni della Procura, mi fa concludere che in fondo io sono una condannata per non aver commesso il fatto”, scrive ancora l’ex governatrice.

La vicenda giudiziaria riguarda le presunte irregolarità relative ai concorsi pubblici banditi dall’Azienda ospedaliera di Perugia e dall’Usl Umbria 1 in un arco temporale compreso tra l’inizio del 2018 e l’aprile del 2019. Un’inchiesta che negli anni ha avuto forti ripercussioni sul quadro politico regionale umbro.

Nel suo intervento social Marini ha inoltre annunciato di voler lasciare la gestione del procedimento esclusivamente al proprio legale di fiducia, l’avvocato Nicola Pepe, che continuerà a seguire il caso nei successivi gradi di giudizio.

Da questo momento in poi il processo rimane nella esclusiva competenza del mio legale di fiducia”, ha scritto l’ex presidente, esprimendo parole di stima nei confronti dell’avvocato per il lavoro svolto nel corso del procedimento.

Marini ha poi ribadito di aver sempre operato nel rispetto della legge e delle prerogative legate al ruolo istituzionale ricoperto durante il mandato alla guida della Regione Umbria.

Nel messaggio pubblicato sui social l’ex governatrice ha infine ringraziato le persone che le hanno espresso vicinanza dopo la sentenza, citando in particolare dirigenti e colleghi di Legacoop per i messaggi di solidarietà ricevuti.

Redazione

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