Povertà energetica in Umbria: oltre 25 mila famiglie a rischio

Un dossier della Cgia di Mestre rivela che in Umbria il 6,5% delle famiglie è in povertà energetica, un fenomeno destinato a crescere con l’aumento dei costi energetici

Secondo l’ultimo rapporto della Cgia di Mestre, oltre 25 mila famiglie umbre si trovano in una condizione di povertà energetica. I dati, che risalgono al 2024, mettono in luce un fenomeno che continua a crescere, accentuato dai recenti aumenti dei costi energetici legati agli effetti della guerra in Iran, scatenata da Stati Uniti e Israele. Questo, tuttavia, non include i costi dei carburanti, il che potrebbe far lievitare ulteriormente il numero di famiglie in difficoltà.

Nonostante l’aumento del fenomeno a livello nazionale, l’Umbria si trova in una posizione relativamente migliore rispetto ad altre regioni italiane, con un’incidenza della povertà energetica del 6,5%, collocandola al 15° posto nel ranking regionale. Le regioni più colpite, come Puglia, Calabria e Molise, vedono percentuali di famiglie in povertà energetica tra il 17% e il 18,1%. A livello nazionale, la povertà energetica riguarda il 9,1% delle famiglie, il valore più alto mai registrato, ma comunque in linea con il 2023.

Cosa significa essere in povertà energetica?

La povertà energetica è definita come la difficoltà delle famiglie di acquistare un paniere minimo di beni e servizi energetici o di accedere ai servizi energetici a costi sostenibili. Secondo la Cgia di Mestre, una famiglia è considerata in povertà energetica se la sua spesa energetica equivalente rappresenta più del doppio della quota media della spesa complessiva, e, allo stesso tempo, la sua spesa totale, al netto della spesa energetica, è inferiore alla soglia di povertà relativa identificata dall’Istat.

In pratica, le famiglie in questa condizione non riescono ad accedere a servizi energetici essenziali come riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e uso di elettrodomestici senza che ciò incida in modo insostenibile sul loro reddito.

Le cause della povertà energetica

Il fenomeno della povertà energetica in Umbria, come nel resto del Paese, è legato a diversi fattori. Oltre alla vulnerabilità economica e all’aumento dei prezzi energetici, influisce anche la qualità delle abitazioni. Molti nuclei familiari a basso reddito vivono in case poco efficienti, mal isolate o dotate di impianti obsoleti, e sono costretti a destinare una quota alta delle proprie entrate al pagamento delle bollette.

Un altro aspetto preoccupante è il sotto-consumo energetico, una condizione in cui alcune famiglie, pur di risparmiare, rinunciano a servizi essenziali. Alcune limitano l’uso del riscaldamento in inverno o evitano il raffrescamento durante l’estate, condizione che viene definita come “deprivazione nascosta”. Questo fenomeno non sempre emerge dai dati di spesa, ma può avere gravi ripercussioni, soprattutto quando nella famiglia ci sono componenti vulnerabili, come anziani, disabili o bambini piccoli.

L’impegno verso la riduzione della povertà energetica

Il Piano nazionale integrato energia e clima del 2020, inviato dal governo italiano alla Commissione europea, aveva fissato l’obiettivo di ridurre la povertà energetica entro il 2030 a un livello compreso tra il 7% e l’8% delle famiglie italiane. Tuttavia, con il fenomeno in continuo aumento, sarà necessario intensificare gli interventi per contrastare questa situazione e garantire a tutti l’accesso a energia sostenibile e a costi accessibili.

Redazione

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