Perugia e Genova unite dai valori della Resistenza, dall’impegno quotidiano e da una visione politica inclusiva. È il messaggio emerso durante l’incontro istituzionale tra Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia, e Silvia Salis, alla guida del Comune di Genova, in visita ufficiale nel capoluogo umbro.
“Sono due città che hanno i valori della Resistenza nel cuore”, ha dichiarato Ferdinandi all’ANSA, sottolineando il senso profondo dell’iniziativa che, al di là della dimensione istituzionale, ha voluto rafforzare un’alleanza simbolica e politica tra due amministratrici che rappresentano un nuovo volto per le città italiane.
Entrambe le prime cittadine sono espressione di coalizioni ampie e pluraliste, portatrici di una visione progressista, condivisa e partecipativa della politica. “Due sindache giovani, donne, alla guida di coalizioni molto ampie che rappresentano un’Italia che crede nel pluralismo, nella capacità di fare sintesi e di mettersi al servizio dei cittadini”, ha aggiunto Ferdinandi.
Dal canto suo, Silvia Salis – ex atleta olimpica e ora esponente politica – ha ricordato il ruolo centrale che i sindaci e le sindache rivestono nel tessuto nazionale: “Tutti noi sindaci siamo importanti in ottica nazionale, perché la gestione del Paese passa attraverso la cura del territorio e delle nostre comunità”. Una visione che condivide con Ferdinandi, con cui – ha spiegato – esiste non solo una sintonia istituzionale, ma anche un legame personale profondo.
Tra i momenti centrali dell’incontro, l’annuncio della cittadinanza onoraria a Mirella Alloiso, storica partigiana e figura emblematica della lotta antifascista. “La daremo insieme”, ha dichiarato Ferdinandi, rafforzando il valore del gesto con una celebrazione congiunta che unisce memoria e impegno civile. Una scelta dal forte significato simbolico, che richiama l’importanza di preservare la memoria storica in un tempo in cui i valori della democrazia e dell’antifascismo vengono messi in discussione.
Durante l’incontro, Salis ha anche ricordato il proprio legame personale con l’Umbria, una regione che considera parte della sua famiglia e alla quale è legata da affetti e radici. Il dialogo tra le due sindache si è così trasformato in un momento di condivisione politica e umana, suggellato dalla comune volontà di costruire città più giuste, inclusive e partecipate.
L’iniziativa ha assunto anche un valore politico nazionale, perché evidenzia la capacità di nuove leadership femminili di creare reti solidali, trasversali e proiettate verso una nuova cultura amministrativa, basata sulla prossimità, sull’ascolto e sull’inclusione.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.