L’assenza di politiche nazionali efficaci sulla rigenerazione urbana e l’edilizia residenziale e la carenza di strumenti regionali per rispondere alle esigenze della comunità umbra in materia di abitazioni potrebbero mettere a rischio il settore delle costruzioni, che ha svolto un ruolo fondamentale nella crescita dell’Umbria dopo la pandemia. A lanciare l’allarme è Emanuele Bertini, imprenditore nel settore edile e presidente regionale di CNA Costruzioni, che teme una possibile “caduta verticale” del comparto, rischiando di tornare ai livelli critici vissuti tra il 2008 e il 2020.
Bertini sottolinea che, sebbene il settore stia ancora beneficiando degli appalti pubblici a valere sul Pnrr (che termineranno nel 2026), della ricostruzione post-sisma e della coda dei lavori legati ai bonus fiscali, il futuro del comparto è incerto. “Cosa accadrà dopo che queste risorse si esauriranno?”, si chiede Bertini. A suo parere, il rischio è che, senza un adeguato intervento, il settore possa andare incontro a una grave crisi, accentuata da diverse problematiche.
Tra le difficoltà maggiori, Bertini cita la mancata stabilizzazione degli incentivi fiscali, che rendono difficile per le imprese pianificare il proprio lavoro. Sebbene il bonus casa al 50% sia previsto fino al 2026, la sua natura provvisoria non permette di fare previsioni a lungo termine. “Questa incertezza – afferma Bertini – non solo limita la programmazione delle imprese, ma costringe anche i cittadini a limitarsi a interventi di manutenzione urgenti piuttosto che ad operazioni di ristrutturazione e ammodernamento”.
Inoltre, i costi di costruzione e ristrutturazione, lievitati dopo la pandemia e a causa dell’inflazione, sono diventati proibitivi, specie in relazione ai bassi salari dei lavoratori umbri, soprattutto quelli più giovani. Bertini mette in evidenza anche la crescente difficoltà di accesso al credito da parte delle piccole e micro-imprese, che si trovano a fronteggiare una restrizione dell’accesso ai finanziamenti bancari, aumentando ulteriormente la precarietà del settore.
Per Bertini, il futuro della regione rischia di essere compromesso se non si interviene in modo tempestivo. “Il comparto delle costruzioni ha sempre avuto un ruolo chiave nella crescita del Pil dell’Umbria”, spiega, “e se non si agisce ora, le ricadute sull’economia della regione sarebbero devastanti.”
Per evitare che l’Umbria si trasformi in una vastissima area interna del centro Italia, Bertini propone di indirizzare le risorse residue dei fondi strutturali 2021-2027, in particolare quelle destinate ad Agenda Urbana e alle Aree interne, verso una serie di interventi urgenti. “Bisogna investire nella riqualificazione dei centri storici e avviare un’ampia operazione di recupero delle aree industriali dismesse“, sottolinea. Questi interventi non solo risponderebbero alle esigenze abitative, ma darebbero anche impulso all’economia locale, creando posti di lavoro e nuove opportunità di sviluppo.
Un altro tema sollevato da Bertini riguarda la burocrazia, che rischia di scoraggiare le piccole imprese dalla partecipazione agli appalti pubblici. “Gli appalti gestiti tramite Consip sono troppo complessi e spesso inaccessibili per le imprese locali”, afferma Bertini. Propone dunque l’apertura di un confronto per la creazione di una piattaforma digitale unica per la gestione degli appalti, che permetta di semplificare le procedure e risparmiare risorse, evitando duplicazioni e inefficienze.
A livello regionale, Bertini ritiene che la giunta regionale abbia tutti gli strumenti per facilitare l’accesso ai finanziamenti per le imprese. “La Regione deve agire subito, anche per garantire l’accesso delle imprese ai fondi strutturali. È il momento di un confronto serio con le associazioni di categoria, per fare in modo che queste risorse diventino davvero opportunità di lavoro e di sviluppo per le imprese umbre.”
In conclusione, Bertini avverte: “Se non si interviene rapidamente, il rischio che l’Umbria diventi un’area sempre più marginale e priva di prospettive di sviluppo potrebbe diventare una realtà concreta nel giro di pochi anni.”
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