Comune e Provincia di Perugia a Bologna per i 45 anni della strage: “Per non dimenticare”

Presente a Bologna il presidente della Provincia Presciutti e l’assessore Vossi del Comune: “Una ferita ancora aperta nella democrazia”

Anche quest’anno Perugia e la sua Provincia hanno partecipato alle commemorazioni della strage del 2 agosto 1980, l’attentato terroristico che causò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200 alla stazione di Bologna. Le istituzioni umbre hanno voluto così rinnovare il proprio impegno per la memoria, la verità e la giustizia, in una giornata che rappresenta uno dei momenti più intensi della storia repubblicana.

Il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha preso parte al corteo commemorativo, accompagnato dal gonfalone dell’Ente, sottolineando il valore civile e istituzionale della presenza umbra. «Finalmente dopo 45 anni la giustizia ha condannato in via definitiva i colpevoli ed i mandanti della strage di Bologna, riconoscendone la matrice neo-fascista – ha dichiarato Presciutti –. Un dovere civico ed istituzionale esserci, per non dimenticare e per riaffermare i valori fondanti della nostra democrazia, scolpiti nella nostra Costituzione, nata dalla Resistenza al nazi-fascismo».

Il presidente ha raccontato il momento vissuto durante il corteo, tra le strade del capoluogo emiliano gremite di persone: «È stato emozionante partecipare al corteo fra due ali di folla, che in silenzio si è stretta alla città e ai familiari delle vittime, in un lungo e commovente applauso che sembrava non finire mai».

Accanto alla Provincia, anche il Comune di Perugia ha preso parte alla cerimonia ufficiale, rappresentato dall’assessore Pierluigi Vossi, accompagnato da Andrea Ferroni e dal corpo della Polizia Locale con il gonfalone cittadino. Un gesto di vicinanza, ma anche un messaggio chiaro a sostegno dei principi costituzionali.

«Siamo qui per rinnovare un impegno che non è solo memoria, ma responsabilità civile e politica – ha dichiarato Vossi –. La strage del 2 agosto resta una ferita aperta nella nostra democrazia, e ogni anno questo momento ci chiede di essere presenti non solo con il cuore, ma con la coscienza». L’assessore ha inoltre evidenziato il recente traguardo giudiziario: «La condanna definitiva di Paolo Bellini, ex militante di Avanguardia Nazionale, conferma che la ricerca della verità, anche dopo decenni, è possibile».

Perugia ha voluto ribadire anche il proprio sostegno all’Associazione dei familiari delle vittime, da sempre in prima linea nella battaglia per la verità: «La nostra partecipazione non è solo un gesto di solidarietà, ma una dichiarazione di intenti: il ricordo non si limita alla commemorazione, ma si traduce in azione civica, cultura della legalità e difesa dei valori fondanti della nostra Repubblica», ha concluso Vossi.

La giornata del 2 agosto 1980 resta un punto fermo nella coscienza collettiva italiana, e la partecipazione delle istituzioni umbre dimostra come il valore della memoria sia ancora oggi una forma attiva di impegno democratico.

Redazione

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