Spoleto provincia insieme a Terni, via all’asse con Bandecchi: “Vantaggi per tutti”

Il progetto di spostare Spoleto alla Provincia di Terni sta suscitando ampio dibattito. Stefano Bandecchi e i politici locali pongono in luce le motivazioni e i benefici di questa proposta.

Il progetto di trasferire Spoleto, e successivamente Todi e altri comuni della Valnerina, dalla provincia di Perugia a quella di Terni, ha riacceso il dibattito pubblico, con un’ulteriore spinta data da due eventi recenti. Il primo riguarda l’elezione di Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, a presidente della Provincia di Terni. Il secondo è l’approvazione unanime del consiglio comunale di Spoleto di un regolamento attuativo per l’indizione dei referendum consultivi. Questi due sviluppi hanno portato alla creazione di un comitato ad hoc, presieduto da Michael Surace, e alla nascita dell’associazione locale Prima Spoleto, che ha organizzato un incontro informativo a Villa Redenta per discutere la proposta.

Nonostante l’orario, con gli eventi del Festival dei Due Mondi che si stavano svolgendo nello stesso momento, la sala era affollata da un pubblico trasversale, pronto ad ascoltare e a confrontarsi. Tra i partecipanti, molti volti della politica locale, con l’assenza giustificata del sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, ma la presenza dei sindaci di Poggiodomo, Montecastrilli e San Gemini. Il dibattito è stato arricchito dagli interventi di Stefano Bandecchi, che ha introdotto il tema delle modifiche istituzionali, affermando che il confronto doveva essere “territoriale e non politico”.

Le motivazioni di Bandecchi per il passaggio a Terni

Il presidente della Provincia di Terni ha delineato tre motivazioni principali a sostegno del trasferimento di Spoleto nella provincia ternana. La prima è di natura strutturale: Spoleto ha più affinità con Terni che con Perugia, sia per la vicinanza geografica che per le dinamiche di sviluppo. Il turismo, secondo Bandecchi, potrebbe trarne beneficio, con i turisti che, dopo aver visitato Spoleto, potrebbero essere attratti anche da Terni, grazie a una connessione più naturale tra le due città. Il secondo motivo riguarda la natura economica e commerciale, dove Terni rappresenta un interlocutore più facile per Spoleto rispetto a Perugia, che, secondo Bandecchi, guarda più verso Firenze. Infine, la motivazione di riequilibrio demografico: “Non ha senso avere una provincia da 600 mila abitanti e una da 200 mila”, ha affermato, sottolineando che sarebbe più logico avere due province con una popolazione simile, intorno ai 400 mila abitanti ciascuna.

Il comitato e il sostegno a una battaglia “territoriale”

Il dibattito ha visto anche interventi da parte di altri esponenti politici, come il presidente del comitato Spoleto in Provincia di Terni, Michael Surace, che ha parlato di una battaglia “territoriale” e non “politica”, con l’intento di combattere il cosiddetto “peruginocentrismo” che avrebbe penalizzato Spoleto. L’ex sindaco di Spoleto, Massimo Brunini, ha aggiunto che, come affermato da Pietro Conti, bisogna essere “più cittadini di Spoleto che militanti di parte”. Dal canto suo, Marco Trippetti, presidente del consiglio comunale di Spoleto, ha riconosciuto il valore dello strumento referendario, che permetterà alla città di esprimersi concretamente sulla questione.

Le riflessioni politiche sulla proposta e l’importanza del referendum

Anche il consigliere regionale del PD, Stefano Lisci, ha accolto la proposta di discussione, evidenziando come il referendum sia una “forma alta di democrazia” che darà la parola ai cittadini. Lisci ha sottolineato che, pur essendo un tema con pro e contro, sarà importante avviare un dibattito che porti alla decisione più giusta. La proposta di Bandecchi è quindi stata accolta in maniera diversa da molti, ma ha sicuramente suscitato un ampio confronto sui benefici e le problematiche legate a una riorganizzazione territoriale.

Le proposte del comitato Federazione Umbria Sud

el corso dell’incontro, l’associazione Prima Spoleto ha illustrato i motivi per cui l’ipotesi della nuova provincia – che “non sarebbe “sotto Terni” ma affiancata a Terni “- può rappresentare un’opportunità concreta per il territorio.

Tra i vantaggi strategici elencati: più rappresentanza politica, dopo anni senza consiglieri provinciali; maggiore accesso ai fondi regionali ed europei; sinergie in campo turistico, con Spoleto come perno culturale e Terni come porta industriale; miglior coordinamento su infrastrutture, lavoro e sanità; valorizzazione del contratto d’area Terni-Narni-Spoleto, già sperimentato in passato.

È ora di dire basta a decenni di marginalizzazione”, hanno detto i promotori dell’iniziativa. “ L’esempio di Pesaro-Urbino ci dimostra che si può costruire un asse vincente tra città diverse ma complementari”, ha sottolineato il portavoce del comitato.

Redazione

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