Case Bruciate, il cantiere del centro infanzia è in ritardo: Comune revoca contratto

Il cantiere del nuovo centro per l’infanzia di Case Bruciate è in forte ritardo. Il Comune di Perugia revoca l’appalto per "grave inadempimento" e cerca una nuova ditta.

Il cantiere del nuovo centro per l’infanzia di Case Bruciate, a Perugia, è in forte ritardo, tanto che il Comune ha deciso di risolvere il contratto con l’impresa esecutrice per “grave inadempimento”. La decisione è stata formalizzata nella determinazione dirigenziale n. 519 del 27 febbraio, con cui l’amministrazione ha messo nero su bianco le criticità riscontrate.

Il progetto, finanziato con 3.025.000 euro, di cui 2,75 milioni provenienti dai fondi del PNRR e 275 mila dal Fondo opere indifferibili, è rimasto fermo a uno stato di avanzamento inferiore al 18% dopo 429 giorni su 500 previsti dal contratto.

Già in fase di progettazione esecutiva, la ditta avrebbe “manifestato un atteggiamento omissivo e negligente”, con continui solleciti da parte del Comune per cercare di garantire il rispetto delle scadenze imposte. Nonostante ciò, il 19 settembre 2024 l’impresa ha presentato un programma operativo giudicato “incompleto e del tutto inadeguato”, senza mai fornire gli aggiornamenti richiesti.

A novembre, il responsabile unico del procedimento (RUP) ha rilevato “nuovi gravi ritardi”, intimando alla ditta di fornire entro il 30 novembre “un programma operativo aggiornato da cui potersi evincere il proprio impegno, concreto, effettivo e attuale, volto al recupero dei ritardi accumulati”. Tuttavia, l’azienda non ha mai ottemperato alle richieste.

Alla luce di questi elementi, il direttore dei lavori ha contestato all’impresa una serie di gravi inadempienze, tra cui:

  • “Mancata presentazione di un programma di esecuzione dei lavori completo ed adeguato”
  • “Mancata trasmissione delle relazioni tecniche di verifica per le parti strutturali eseguite in difformità dal progetto approvato”
  • “Mancata ottemperanza agli ordini di servizio impartiti, mai riscontrati né restituiti sottoscritti”
  • “Mancata realizzazione delle migliorie promesse in sede di offerta tecnica, con particolare riguardo alla sicurezza in cantiere”
  • “Gravi carenze organizzative che hanno prodotto macroscopici ritardi esecutivi”
  • “Andamento del cantiere assolutamente anomalo ed ingiustificabile”

Secondo i calcoli dell’amministrazione, al 31 gennaio il ritardo accumulato superava di gran lunga un decimo del tempo contrattuale, con una produzione di lavori “del tutto insufficiente ed inaccettabile”. Considerando l’avanzamento complessivo fermo al 17,86%, è risultato impossibile rispettare la scadenza dell’11 aprile per la conclusione del progetto.

Per questi motivi, il Comune ha stabilito di procedere con la risoluzione del contratto per grave inadempimento, avviando l’interpello delle altre ditte in graduatoria per individuare un nuovo operatore in grado di completare l’opera.

Redazione

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