L’azienda umbra Giuliano Tartufi continua a espandersi sui mercati internazionali, puntando su fiere di settore e vendita online. Con una presenza consolidata in oltre 90 Paesi, l’export ha superato il 50% della produzione complessiva.
Nata a Pietralunga, piccolo borgo dell’Appennino umbro-marchigiano, Giuliano Tartufi è oggi una delle principali realtà italiane nella trasformazione e commercializzazione del tartufo. La strategia aziendale si basa su un forte processo di internazionalizzazione, che non si limita all’e-commerce ma si concretizza soprattutto attraverso la partecipazione diretta alle principali fiere enogastronomiche mondiali.
“Quest’anno saremo presenti a Milano, Dubai, Singapore e in Germania”, ha dichiarato Giuliano Martinelli, titolare dell’azienda, sottolineando come il tartufo, un tempo noto solo in Italia e Francia, stia guadagnando popolarità in tutto il mondo. La promozione non si limita ai prodotti, ma mira a far conoscere la tradizione culinaria italiana, sempre più apprezzata all’estero.
Nel 2024, Giuliano Tartufi ha già partecipato al Sigep di Rimini e al Pitti Taste di Firenze, mentre dal 17 al 21 febbraio sarà al Gulfood di Dubai, la più importante fiera internazionale dedicata all’innovazione alimentare. In passato, l’azienda ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi in questo evento, tra cui il premio per il “Condimento più innovativo” con la sua Spolverata al tartufo.
L’export della Giuliano Tartufi è in forte crescita, con l’Asia e gli Stati Uniti come mercati emergenti, accanto a quelli europei, storicamente dominanti. Negli USA, la diffusione della cucina italiana ha aumentato la domanda di tartufo, spesso presente nei menù dei ristoranti che propongono specialità del Bel Paese.
Attualmente, la vendita del tartufo fresco è divisa equamente tra mercato interno ed export, mentre i prodotti trasformati registrano un leggero vantaggio nelle vendite all’estero. L’internazionalizzazione richiede investimenti significativi, ma per Martinelli la partecipazione diretta alle fiere è fondamentale: “Essere presenti di persona è il modo migliore per far innamorare i mercati stranieri dei nostri prodotti e della nostra cultura culinaria”.
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