“Sicurezza del personale sanitario e criticità del SSN”: il dibattito in Consiglio Comunale

I consiglieri Phellas (PD) e Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) chiariscono la posizione della maggioranza sulle aggressioni ai sanitari, evidenziando la necessità di misure strutturali e organizzative.

Nel corso della seduta del Consiglio Comunale dell’8 gennaio, i consiglieri Phellas (PD) e Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) hanno sottolineato, attraverso una nota congiunta, una posizione articolata e complessa della maggioranza rispetto al fenomeno delle aggressioni al personale sanitario. “La nostra riflessione,” spiegano, “si è basata su analisi approfondite e contributi di esperti, andando oltre la visione semplicistica di una mera relazione di causa-effetto tra disorganizzazione sanitaria e violenza, così come sostenuto da parte della minoranza.”

“La disorganizzazione del sistema sanitario contribuisce allo stress”

Già in sede di Commissione IV, era stato evidenziato come il tema della violenza verso i sanitari abbia molteplici sfaccettature. “Occorre distinguere,” chiariscono i consiglieri, “tra violenza gratuita e quella legata a carenze organizzative.” Pur condannando fermamente ogni atto di violenza, Phellas e Ferranti hanno rilevato che le difficoltà del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), come i lunghi tempi di attesa, il sovraffollamento nei pronto soccorso e la migrazione sanitaria verso altre regioni, aggravano il clima di tensione tanto per i pazienti quanto per il personale sanitario.

Dati allarmanti a supporto delle tesi

I numeri parlano chiaro. Secondo i dati forniti dalla Fondazione GIMBE, 4,5 milioni di persone hanno rinunciato alle cure nel 2023, di cui 2,5 milioni per motivi economici. Questa situazione, insieme alle carenze di personale e risorse, evidenzia una crisi strutturale che non può essere ignorata. “Un sistema sanitario efficace deve rispondere ai bisogni di cura,” affermano i consiglieri, “ma attualmente le criticità organizzative contribuiscono a creare quella che possiamo definire una ‘tempesta perfetta’, dove una parte della società ricorre alla violenza con troppa facilità.”

No alla violenza, sì a misure strutturali

“La sicurezza dei professionisti deve essere una priorità,” ribadiscono Phellas e Ferranti, sostenendo che ogni intervento debba puntare su misure strutturali e non solo punitive. “È fondamentale adottare politiche specifiche che migliorino le criticità del SSN e prevengano le violenze.” Tra le proposte avanzate dai consiglieri, figurano l’utilizzo di body-cam per il personale, percorsi di formazione per la gestione dei conflitti e un rafforzamento dei servizi nei punti più critici come pronto soccorso, emergenza-urgenza e SERT.

In parallelo, i consiglieri supportano l’inasprimento delle pene per chi aggredisce il personale sanitario, previsto dal Decreto Legge 137/2024, sottolineando però che “non è sufficiente concentrarsi esclusivamente sulle sanzioni. Bisogna agire sulle cause profonde della violenza.”

Un appello alla riorganizzazione del sistema sanitario

Per affrontare in modo efficace questa problematica, la maggioranza insiste sull’importanza di un salto di qualità organizzativo, che tenga conto sia della salute fisica che mentale degli operatori sanitari. “Non possiamo accettare che i bilanci contino più delle persone,” dichiarano. Solo attraverso un approccio integrato, che migliori il funzionamento del sistema e la sicurezza dei luoghi di lavoro, sarà possibile arginare il fenomeno delle aggressioni.

Il Consiglio Comunale ha approvato l’atto con queste premesse, dimostrando una convergenza di intenti su un tema che, concludono i consiglieri, “non può più essere trascurato.”

Redazione

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