Cartello sotto casa di Elena Ranfa: condanna unanime per il gesto intimidatorio

Manifesto anonimo accusa la presidente del consiglio comunale di Perugia per un rimborso istituzionale. Il Pd: “Attacco alle istituzioni democratiche”

Elena Ranfa

Un manifesto affisso su una campana del vetro, proprio sotto l’abitazione della presidente del consiglio comunale di Perugia, Elena Ranfa, ha scatenato forti reazioni nel mondo politico cittadino. Il messaggio, anonimo e polemico, accusa Ranfa di aver percepito un rimborso per una trasferta istituzionale, insinuando che quei fondi sarebbero stati più utili per riparare le buche stradali in città.

Il gesto, definito da più parti come intimidatorio e lesivo della dignità delle istituzioni, ha suscitato immediata condanna da parte del gruppo consiliare del Partito Democratico, che ha espresso piena solidarietà alla presidente, eletta nelle file della maggioranza.

Il Pd: “Non è solo un attacco personale, è un attacco alla democrazia”

Con una nota ufficiale, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha denunciato con forza l’episodio, sottolineando come non si tratti di un caso isolato, ma dell’ennesimo segnale di un clima crescente di ostilità e delegittimazione nei confronti delle istituzioni democratiche.

“Il confronto politico non può e non deve alimentare episodi come questo” si legge nella nota, che punta il dito contro l’escalation dei toni e delle modalità, passata dalle discussioni online a veri e propri atti pubblici e personali. Il gesto del cartellone rappresenta un pericoloso salto di qualità nel linguaggio dell’odio, che rischia di colpire non solo la figura della presidente, ma l’intero sistema democratico e rappresentativo locale.

Solidarietà istituzionale e invito al rispetto del confronto democratico

Il Pd chiede un segnale chiaro di condanna da tutte le forze politiche, affinché venga ribadito il principio che ogni forma di intimidazione, minaccia o pressione personale è inaccettabile, indipendentemente dal colore politico.

“Serve un confronto civile e rispettoso delle persone e dei ruoli istituzionali” ha aggiunto il gruppo, invitando tutti a non abbassare il livello del dibattito pubblico e a non confondere la critica politica legittima con attacchi personali.

L’episodio si inserisce in un clima già segnato da forti tensioni, alimentate anche dai social, dove le offese e le accuse sono diventate sempre più frequenti. Ora, però, si è passati dalle parole ai fatti, con un’azione concreta e mirata nei confronti di una figura pubblica.

Redazione

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