Gubbio, Comune sotto scacco e malumori per la liquidazione della multiservizi: “Calata dall’alto”

Dopo l’assemblea al DigiPASS, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL chiedono un tavolo urgente e difendono occupazione e servizi pubblici

FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL esprimono ferma contrarietà alla decisione dell’Amministrazione comunale di Gubbio di avviare la messa in liquidazione della Gubbio Cultura e Multiservizi Srl. La posizione è emersa dall’assemblea del personale svoltasi il 28 ottobre nella sala DigiPASS di Gubbio. I sindacati contestano la scelta di considerare irreversibile una crisi economico-finanziaria che, a loro giudizio, deriva da fattori contingenti e straordinari legati ai cantieri in città.

Un quadro che si inserisce nella difficile situazione del Comune di Gubbio: un assessore che prima si dimette poi ci ripensa e una maggioranza a pezzi. Vittorio Fiorucci, primo sindaco di centro destra della città dei Ceri dopo 80 anni, è alle prese con una crisi interna, il bilancio passato per un pelo e molti mal di pancia, acuiti dalla decisione di mettere in liquidazione Gubbio Cultura e Multiservizi Srl.

 A pesare è una crisi finanziaria che, secondo l’amministrazione, non sarebbe più possibile risanare con un semplice intervento sui conti. I dati delineano un quadro difficile. Il capitale sociale ammonta a 50mila euro, mentre il bilancio 2025 si è chiuso con una perdita superiore a 330mila euro. Considerando gli esercizi precedenti, le perdite raggiungono 568mila euro; il patrimonio netto è negativo per 511mila euro. La relazione indica inoltre un deficit complessivo di un milione e 57mila euro: le perdite hanno assorbito per intero il capitale della società. Per Fiorucci, quindi, non ci sarebbero più margini per rinviare.

Una scelta definita “calata dall’alto”

Per il personale e per le organizzazioni sindacali, la liquidazione della società partecipata è una decisione presa senza coinvolgimento dei lavoratori. Il provvedimento è stato approvato in Consiglio Comunale tra malumori e distinguo all’interno della stessa maggioranza. Le segreterie territoriali parlano di una scelta che suscita profonda preoccupazione tra i dipendenti.

“È inaccettabile”, sottolineano le segreterie territoriali, che contestano il modo in cui sono state affrontate le difficoltà della società.

I cantieri all’origine della crisi

Al centro delle contestazioni c’è la lettura delle cause del dissesto. Secondo i sindacati, la crisi è legata al cantiere di Piazza Quaranta Martiri, che ha già penalizzato la Farmacia Comunale, e ai lavori in Piazza Grande, davanti al Palazzo dei Consoli. Per FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL la situazione avrebbe dovuto essere affrontata con un piano industriale di rilancio e risanamento, sostenuto dai dati già positivi di gestione finanziaria del 2026, e non con la liquidazione.

Il timore di spezzettamento e privatizzazione

Dietro la narrazione dell’“atto dovuto”, i sindacati vedono una volontà politica rinunciataria. A loro avviso, questa linea rischia di scaricare il peso delle criticità sul personale e di aprire la strada allo spezzettamento e alla privatizzazione dei servizi pubblici gestiti dalla società. I servizi citati sono i Musei, lo IAT, la Farmacia e il DigiPASS.

Le richieste di lavoratori e organizzazioni sindacali

Sindacati e lavoratori ribadiscono la necessità di tutelare con forza quattro punti: la gestione attuale e la qualità dei servizi per cittadini e turisti; la continuità occupazionale di tutto il personale; i diritti e la dignità dei dipendenti; la trasparenza sulle prospettive future, con la richiesta di impegni vincolanti e non di generiche rassicurazioni.

L’assemblea ha deliberato all’unanimità di chiedere l’immediata convocazione di un tavolo di confronto urgente con l’Amministratore Unico Angelo Linci, il sindaco e il segretario comunale. In assenza di un tempestivo riscontro, le organizzazioni sindacali e i lavoratori hanno annunciato che attiveranno ogni legittima iniziativa di mobilitazione e protesta a difesa dell’occupazione e del patrimonio pubblico della città.

Redazione

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