Scendono i redditi dei lavoratori autonomi in Umbria: si allarga il divario con la media nazionale

Mentre lavoratori autonomi e ditte individuali perdono terreno rispetto alla media nazionale, il reddito complessivo per contribuente registra il miglior balzo d'Italia

Le dichiarazioni dei redditi Irpef 2025, relative all’anno d’imposta 2024 e diffuse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, fotografano per l’Umbria  uno scenario a due velocità: da un lato una battuta d’arresto significativa per lavoratori autonomi e titolari di ditte individuali, dall’altro un incremento record del reddito reale per contribuente, il più elevato registrato in tutta Italia nel corso dell’anno.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda i lavoratori autonomi umbri — professionisti, artisti, consulenti, freelance — il cui reddito reale, al netto dell’inflazione, è sceso del -8,1% nel 2024. Un calo quasi doppio rispetto alla media nazionale, ferma al -4,8%. Si tratta della seconda flessione più pesante d’Italia, preceduta soltanto dalla provincia autonoma di Trento (-12,7%), e seguita dalle Marche (-8%). Nel resto del Centro Italia, la Toscana segna -4,6% e il Lazio -2,9%.

Il divario con la media nazionale si allarga

Nel 2023, un lavoratore autonomo umbro dichiarava in media 59.700 euro, contro i 66.300 della media italiana: un gap del 10%. Nel 2024 la distanza si amplia al 12,7%: 55.200 euro in Umbria contro 63.600 a livello nazionale. L’Umbria si conferma così la regione con il reddito medio degli autonomi più basso dell’intero Centro-Nord, inferiore persino a quello della Sardegna (56.500 euro). I valori più alti si registrano nella provincia di Bolzano (80.700 euro), in Lombardia (74.800), in Emilia-Romagna (69.400) e in Friuli-Venezia Giulia (68.900). I più bassi in Calabria (45.500), Basilicata (49.900) e Molise (50.000).

Ditte individuali: divario strutturale al 21%

Sul fronte degli imprenditori di ditte individuali, che in Umbria rappresentano il 49,7% del totale delle imprese (dato in linea con il 49,4% nazionale), la flessione è stata del -4,8% contro il -4,4% italiano. Il reddito medio per impresa si attesta a 66.800 euro, a fronte di una media nazionale di 84.300 euro. Il divario è strutturalmente più ampio rispetto a quello degli autonomi: circa il 21%. Anche in questo caso l’Umbria è ultima tra le regioni del Centro-Nord, superata non solo dalla Sardegna (70.900 euro) ma anche dall’Abruzzo (68.400 euro).

Il commento della Camera di Commercio dell’Umbria

Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, ha dichiarato: “I dati confermano un passaggio delicato per il lavoro autonomo e per le ditte individuali umbre, che restano una componente essenziale della nostra economia diffusa. La battuta d’arresto del 2024 non cancella il recupero realizzato negli ultimi anni, ma segnala che quel percorso va sostenuto con maggiore decisione. Il divario con la media nazionale resta significativo, soprattutto per le imprese individuali, e impone attenzione su produttività, innovazione, dimensione aziendale e accesso ai mercati. Allo stesso tempo, il forte miglioramento del reddito complessivo per contribuente dimostra che l’Umbria ha energie reali e capacità di recupero. La sfida è fare in modo che questa spinta coinvolga con più forza anche autonomi, professionisti e piccoli imprenditori. Servono strumenti mirati, accompagnamento alla transizione digitale, formazione e politiche capaci di rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale. La Camera di Commercio dell’Umbria continuerà a lavorare in questa direzione, al fianco delle imprese e dei territori”.

Record nazionale per il reddito complessivo per contribuente

A controbilanciare il quadro negativo degli autonomi è la performance complessiva della regione. Il reddito reale Irpef per contribuente in Umbria ha registrato nel 2024 un incremento del +7,8%, il risultato migliore d’Italia, più del doppio dell’incremento medio nazionale (+3,2%). Il reddito dichiarato per contribuente si attesta a 24.800 euro, inferiore del 3,9% al dato nazionale (25.800 euro), ma superiore a tutte le regioni del Mezzogiorno. Il divario rispetto alla media italiana si è ridotto drasticamente: dall’8% del 2023 al 3,9% del 2024. Nel 2023, i valori erano 23.000 euro per l’Umbria e 25.000 per l’Italia.

Questa crescita è trainata principalmente dai redditi da lavoro dipendente e da pensione, categorie che nel periodo precedente accusavano ritardi significativi nell’adeguamento delle retribuzioni. Le Marche risultano, tra le regioni del Centro-Nord, il fanalino di coda con 24.600 euro.

Prospettiva quinquennale: il recupero c’è stato

Allargando l’orizzonte temporale al quinquennio 2019-2024, emerge un quadro più favorevole per l’Umbria. Il reddito reale dei lavoratori autonomi è cresciuto del +10,6% contro il +2,3% nazionale, con una velocità quattro volte superiore. Gli imprenditori di ditte individuali hanno visto il proprio reddito reale aumentare del +29%, contro il +19,2% italiano. I dati del 2024 sono dunque da interpretare come una pausa nel percorso di recupero, non come un’inversione di tendenza strutturale.

Redazione

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