Nodo di Perugia, il centrodestra attacca: “Sinistra divisa, blocca l’opera per motivi politici”

I consiglieri regionali di opposizione accusano la maggioranza di inazione: “Il progetto c’è, ma manca la volontà politica”

I consiglieri dell’opposizione di centrodestra in Regione Umbria sono tornati a puntare il dito contro la maggioranza di centrosinistra, accusata di ostacolare deliberatamente l’attivazione dei finanziamenti per il Nodo di Perugia. In una nota congiunta, Enrico Melasecche, Donatella Tesei (Lega Umbria), Nilo Arcudi (Tp-Uc), Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia), hanno denunciato la mancanza di iniziativa da parte delle istituzioni locali.

Secondo gli esponenti del centrodestra, le divisioni interne alla coalizione di maggioranza rappresentano un ostacolo politico all’avvio dell’opera: “La sinistra è lacerata da contrasti ideologici che impediscono ogni decisione concreta”, affermano, sottolineando che questo stallo rappresenta “un danno per l’intera collettività”.

I consiglieri ricordano che il ministro Salvini, durante una visita in Umbria, ha ribadito l’apertura del Governo al finanziamento dell’opera, ma ha anche specificato che serve una richiesta chiara e unitaria da parte degli enti locali. Senza tale convergenza, il confronto sulle risorse non può essere avviato.

Il centrodestra denuncia inoltre il respingimento delle proprie mozioni in Regione, Provincia e Comune di Perugia, tutte mirate a sostenere ufficialmente il progetto del Nodo. “La maggioranza ha scelto di dire no, e ora tenta di nascondere questa decisione dietro studi e tavoli che non servono a nulla”, si legge nella nota. “Si tratta solo di un pretesto per guadagnare tempo e non affrontare la spaccatura interna”.

Attualmente, la situazione progettuale risulta avanzata per i primi due tratti dell’infrastruttura. Il primo stralcio, Collestrada–Madonna del Piano, ha già la progettazione definitiva approvata. Il secondo, Madonna del Piano–Silvestrini, è in fase di progettazione grazie a 8,5 milioni di euro ottenuti dal precedente governo regionale. Manca invece il finanziamento per il terzo tratto, Silvestrini–Corciano, la cui definizione è ancora in corso.

I consiglieri regionali evidenziano i notevoli benefici attesi: una riduzione del 20% del traffico giornaliero complessivo e una diminuzione del 44% di quello pesante, con ripercussioni positive su qualità dell’aria, sicurezza stradale e vivibilità urbana. Per questo, definiscono “incomprensibile” l’intenzione del Comune di Perugia di avviare un nuovo studio sui flussi di traffico, considerato solo un “espediente dilatorio”.

“Tutti i dati necessari sono già a disposizione di Anas, utilizzati per redigere la progettazione. Ripartire da zero equivale a perdere altri vent’anni e lasciare l’Umbria in una situazione di immobilismo”, affermano i consiglieri, che concludono denunciando la priorità data alla sopravvivenza politica della maggioranza rispetto allo sviluppo infrastrutturale della regione.

Redazione

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