La Giunta regionale dell’Umbria ha incontrato ieri i rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) per avviare la discussione sulla proposta di manovra economico-finanziaria, fondamentale per evitare il commissariamento in sanità. Durante la seduta straordinaria del 21 marzo, l’esecutivo regionale ha preadottato una proposta che dovrà essere negoziata con le parti sociali per ottenere un documento condiviso da presentare all’Assemblea legislativa, con l’obiettivo di un’approvazione finale entro il 15 aprile.
Il fulcro dell’incontro è stato l’impatto della manovra sul tessuto economico e sulle famiglie umbre. Come sottolineato dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, l’esecutivo è determinato a trovare un punto di incontro con le organizzazioni sindacali per evitare il commissariamento, che comporterebbe gravi conseguenze per il sistema sanitario regionale. Se non si riuscirà a giungere a un accordo, infatti, il governo applicherà le massime aliquote fiscali su tutte le fasce di reddito, penalizzando ulteriormente l’economia locale.
“La proposta in discussione è indispensabile per evitare il commissariamento ad acta della sanità e lo scatto delle aliquote fiscali massime che finirebbero per penalizzare la crescita economica e sociale della nostra regione”, ha affermato la presidente. L’attuale difficoltà finanziaria dell’Umbria è legata a un deficit sanitario di 90 milioni di euro, peggiorato dal taglio di 40 milioni di euro nelle risorse destinate dalla Stato alla regione per il periodo 2023-2025.
In questa fase, la Giunta regionale sta già cercando di ridurre ulteriormente l’impatto della manovra, soprattutto per le fasce di popolazione più vulnerabili. La presidente ha evidenziato che “un eventuale commissariamento della sanità umbra avrebbe pesanti conseguenze sulle categorie più deboli e comprometterebbe i servizi essenziali, come le cure sanitarie e i trasporti pubblici. Inoltre, la possibilità di perdita di progetti finanziati con fondi comunitari, molti dei quali riguardano iniziative sociali, sarebbe un ulteriore danno per l’Umbria”.
“Se la sanità umbra fosse commissariata per la prima volta nella sua storia, rischieremmo di penalizzare le persone più vulnerabili e mettere a rischio i servizi fondamentali e i progetti che da anni stiamo portando avanti”, ha dichiarato la presidente.
Au tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil (Maria Rita Paggio, Angelo Manzotti e Maurizio Molinari) la presidente Proietti ha ipotizzato un intervento che, attraverso il reperimento di fondi specifici, permetta di alleggerire la leva dell’aumento dell’Irpef sul secondo scaglione, quello della fascia di reddito 15-28.000 euro. Un’apertura che però non è bastata ai sindacati,
Il dialogo con i sindacati continuerà nei prossimi giorni e, parallelamente, il progetto sarà condiviso anche con le associazioni economiche, le professioni e l’Anci. L’obiettivo è arrivare a un accordo che possa salvare l’Umbria dal commissariamento e evitare le pesanti imposizioni fiscali che rischiano di mettere a repentaglio il futuro della regione.
I sindacati però hanno le idee chiare: “A pagare non possono essere lavoratori e pensionati: quest’anno sarebbero solo loro a sobbarcarsi la spesa. Abbiamo bisogno di capire quali sono i numeri, come sono stati costruiti e vedere se c’è un modo per non gravre sui cittadini. Si è preferito puntare subito sulle tasse anzichè pensare ad una razionalizazione della spesa sanitaria, dove invece si potrebbero trovare risorse senza gravare sui cittadini”
“Dobbiamo arrivare a un patto auspicabilmente condiviso per salvare l’Umbria dal commissariamento e non subire imposizioni fiscali che sarebbero distruttive”, ha concluso la presidente Proietti.
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