È stato arrestato a Londra il 3 novembre 2026 un uomo di 44 anni, cittadino italiano di origini brasiliane, ricercato dal dicembre 2023 per scontare una condanna definitiva per furto aggravato e porto illegale di oggetti atti a offendere. Il provvedimento è stato eseguito dalle autorità britanniche al termine di un’attività di ricerca internazionale coordinata dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia. Il condannato deve ancora espiare due anni e un mese di pena residua, tra reclusione e arresto, per una serie di episodi avvenuti tra il 2012 e il 2015 in diverse città del Centro Italia. Dopo essere stato localizzato nella capitale britannica, è stato fermato grazie alla collaborazione tra gli organismi investigativi italiani e la National Crime Agency del Regno Unito.
L’uomo si trova attualmente detenuto in territorio britannico, in attesa del completamento delle procedure che dovranno consentirne la consegna all’Italia.
Nove episodi tra Perugia, Rimini e Pesaro
La condanna definitiva riguarda una serie di furti commessi ai danni di attività commerciali nell’arco di circa tre anni.
Secondo quanto ricostruito dall’autorità giudiziaria, il 44enne si era reso responsabile di nove episodi, distribuiti tra tre città:
- Rimini: cinque furti.
- Pesaro: due furti.
- Perugia: due furti.
Le condotte contestate, risalenti al periodo compreso tra il 2012 e il 2015, avevano evidenziato una ripetuta attività di sottrazione di merce all’interno di esercizi commerciali.
Per questi fatti è intervenuta una sentenza di condanna divenuta irrevocabile, che comprende anche il reato di porto illegale di oggetti atti a offendere.
L’uomo era ricercato dal dicembre 2023 per l’esecuzione della pena rimasta da scontare. Le attività per individuarlo sono proseguite fino alla sua localizzazione nel Regno Unito.
Il furto nel supermercato di via Settevalli a Perugia
Tra gli episodi oggetto della condanna figura anche un furto avvenuto in un supermercato di via Settevalli, a Perugia, indicato come l’ultimo fatto contestato.
In quell’occasione, secondo la ricostruzione giudiziaria, l’uomo aveva prelevato alcuni capi di abbigliamento dagli scaffali, indossandoli direttamente all’interno del punto vendita.
Per evitare che i sistemi di sicurezza rilevassero il passaggio della merce, aveva inoltre rimosso le placche antitaccheggio applicate agli indumenti.
Successivamente si era impossessato di altri prodotti esposti nel supermercato, cercando di uscire senza passare regolarmente dalle casse e senza corrispondere il prezzo degli articoli.
L’episodio è confluito nel procedimento penale che ha portato alla condanna definitiva.
La vicenda perugina rappresenta soltanto una parte delle condotte attribuite al 44enne, che aveva agito anche in diversi esercizi commerciali delle province di Rimini e Pesaro.
Le indagini della Procura generale di Perugia
La ricerca del condannato è stata sviluppata dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Perugia, attraverso il proprio Ufficio S.D.I.
Gli accertamenti si sono concentrati sull’individuazione del luogo in cui l’uomo si era stabilito dopo essere diventato destinatario del provvedimento di esecuzione della pena.
L’attività investigativa ha previsto un lavoro di monitoraggio e raccolta di informazioni, finalizzato a ricostruire gli spostamenti del ricercato e ad accertarne la presenza all’estero.
Gli approfondimenti hanno permesso di individuare Londra come luogo di dimora del 44enne.
Una volta ottenuti gli elementi necessari, la Procura generale ha trasmesso le informazioni al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Divisione S.I.R.E.N.E.
È stata quindi avviata la collaborazione con gli organismi britannici competenti per rintracciare l’uomo e procedere all’esecuzione del provvedimento restrittivo.
La collaborazione con la National Crime Agency britannica
Un ruolo importante nell’operazione è stato svolto dalla Fugitives Unit della National Crime Agency di Manchester, che ha lavorato insieme alle autorità italiane per localizzare il ricercato.
Lo scambio delle informazioni investigative ha consentito di restringere progressivamente l’area delle ricerche e di individuare con precisione la presenza dell’uomo sul territorio londinese.
Una volta definita la sua posizione, è stato organizzato l’intervento operativo che ha portato all’arresto del 3 novembre.
L’esecuzione materiale del provvedimento è stata effettuata dalle autorità britanniche, nell’ambito delle procedure di cooperazione giudiziaria internazionale.
L’operazione ha permesso di dare seguito a una sentenza italiana definitiva nei confronti di una persona che si trovava fuori dal territorio nazionale.
Mandato di arresto e accordi dopo la Brexit
Per ottenere l’arresto del 44enne, la Procura generale di Perugia aveva emesso un Mandato di arresto europeo (Mae) e un contestuale provvedimento previsto dal Trade and Cooperation Agreement Arrest Warrant (Taca).
Quest’ultimo strumento si inserisce nel quadro degli accordi di cooperazione tra Unione europea e Regno Unito successivi alla Brexit.
L’uscita britannica dall’Unione europea ha infatti modificato le procedure applicabili ai rapporti giudiziari tra Londra e gli Stati membri.
Il sistema previsto dall’accordo commerciale e di cooperazione consente comunque alle autorità competenti di richiedere l’arresto e la consegna di persone ricercate per l’esecuzione di provvedimenti giudiziari.
Nel caso del 44enne, l’attivazione degli strumenti di cooperazione ha reso possibile l’intervento delle autorità britanniche sulla base della richiesta proveniente dall’Italia.
La procedura non si conclude automaticamente con l’arresto: prima del trasferimento devono essere completati i passaggi previsti dall’ordinamento applicabile.
Il 44enne attende il trasferimento in Italia
Dopo l’arresto, il cittadino italiano di origini brasiliane è stato posto in stato di detenzione nel Regno Unito, dove rimarrà durante lo svolgimento delle procedure di consegna.
Una volta concluso l’iter, è previsto il trasferimento in Italia per l’esecuzione della pena residua di due anni e un mese.
Il provvedimento deriva dalla condanna irrevocabile per i reati commessi tra il 2012 e il 2015 nelle province di Perugia, Pesaro e Rimini.
L’operazione ha coinvolto diversi organismi investigativi e giudiziari, dalla Procura generale perugina alla cooperazione internazionale di polizia, fino alla National Crime Agency britannica.
L’arresto del 3 novembre conclude la fase di ricerca del condannato, avviata nel dicembre 2023. Resta ora da completare la procedura giudiziaria necessaria per la sua consegna alle autorità italiane.
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