“La scuola è il luogo dove la democrazia non si insegna ma si pratica quotidianamente”. È partendo da questo concetto che la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha presentato il ruolo che, secondo la sua visione, l’istituzione scolastica deve avere nella società, intervenendo a Palazzo Donini alla presentazione di “Ricreazione: pratiche di scuola pubblica, democratica e coraggiosa”. Il festival, promosso dall’assessorato all’Istruzione della Regione Umbria, si svolgerà a Perugia dal 29 ottobre all’1 novembre, con oltre 50 appuntamenti e 110 relatori. Al centro della manifestazione ci saranno didattica, inclusione, diseguaglianze, professionalità docente, valutazione e nuove tecnologie.
Ferdinandi: “La scuola non deve trasformare le diseguaglianze in destino”
Nel corso della presentazione, la sindaca ha posto l’accento sulla funzione della scuola come spazio nel quale i principi democratici devono trovare applicazione concreta.
“La scuola è il luogo dove la democrazia non si insegna ma si pratica quotidianamente, in cui l’uguaglianza deve tornare ad essere al centro e le diseguaglianze di fuori, il colore della pelle, la famiglia in cui si nasce, le condizioni socio economiche, non devono diventare destino”, ha dichiarato Ferdinandi.
Per la sindaca, il sistema scolastico rappresenta quindi una delle principali infrastrutture attraverso cui una comunità può affrontare le differenze sociali e garantire opportunità educative.
Ferdinandi ha definito “Ricreazione” un’iniziativa capace di rimettere la scuola al centro di un dibattito collettivo, proprio per il ruolo che l’istituzione svolge nella vita delle comunità.
Il festival e il confronto sulla scuola pubblica
“Ricreazione” nasce su iniziativa dell’assessorato all’Istruzione della Regione Umbria e si propone di affrontare il futuro della scuola attraverso il confronto diretto con chi la vive, la conosce e la studia.
Il programma si svilupperà per quattro giornate e comprenderà più di 50 eventi e 110 relatori.
L’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli ha spiegato che l’intento è quello di “tornare a parlare della scuola partendo dalla scuola”, offrendo spazio alle esperienze e alle proposte provenienti dal mondo scolastico.
La manifestazione affronterà alcuni dei principali temi dell’istruzione contemporanea: qualità della didattica, ruolo e professionalità degli insegnanti, valutazione, inclusione e contrasto alle diseguaglianze.
Tra gli argomenti troveranno spazio anche l’intelligenza artificiale e le trasformazioni determinate dalla diffusione delle tecnologie digitali.
La critica di Ferdinandi al dibattito nazionale
Nel suo intervento la sindaca ha collegato la discussione sul festival anche al dibattito nazionale riguardante la scuola.
Secondo Ferdinandi, l’attenzione sul mondo dell’istruzione arriva in una fase nella quale il tema è tornato al centro della discussione politica nazionale.
La sindaca ha parlato di posizioni che, a suo giudizio, “forse ledono profondamente quello che è il valore, l’identità e la missione della scuola”.
Ha inoltre ricordato che il festival era stato progettato mesi prima, quando, secondo le sue parole, quello che ha definito “un attacco feroce e desolante nei confronti della più grande infrastruttura democratica delle nostre comunità” non era ancora “del tutto compiuto”.
“Ricreare e reimmaginare” la scuola
Richiamando Aldo Capitini e il significato del titolo della manifestazione, Ferdinandi ha parlato della necessità di “ricreare e reimmaginare” la scuola pubblica.
Nel suo intervento ha collegato questa esigenza a una fase nella quale, secondo la sua lettura, la scuola rischierebbe di essere associata a fenomeni di “ghetto, esclusione, disumanizzazione”.
La sindaca ha inoltre richiamato i valori fondanti della Costituzione italiana, sottolineando la necessità di mantenerli al centro del ruolo educativo della scuola.
Gli studenti aprono il festival
Il programma prenderà il via il 29 ottobre alla Sala dei Notari con un appuntamento dedicato agli studenti.
Saranno proprio i ragazzi ad avere uno spazio per esprimere domande, desideri e critiche sul mondo dell’istruzione. All’incontro saranno presenti Barcaioli e Ferdinandi, insieme, tra gli altri, a Roberto Contu e Christian Raimo.
La scelta di partire dalle voci degli studenti rappresenta uno degli elementi caratterizzanti della manifestazione, che punta a coinvolgere direttamente chi vive quotidianamente la scuola.
Perugia diventa una città educante
Durante la quattro giorni sono previsti incontri e attività in diversi luoghi della città. Il centro di Perugia sarà trasformato, secondo gli organizzatori, in “una grande aula a cielo aperto attraversata da idee, esperienze e proposte”.
Tra gli appuntamenti in programma figura anche quello con Ascanio Celestini, previsto per sabato 31 ottobre.
Per Ferdinandi, il festival contribuirà a trasformare Perugia in una “grande città educante”, mettendo in relazione scuola, istituzioni, studenti e comunità.
Alla presentazione di Palazzo Donini hanno partecipato anche Moira Sannipoli dell’Università degli Studi di Perugia e i rappresentanti dei soggetti che sostengono l’iniziativa. La Regione ha ringraziato per la collaborazione la Fondazione Erickson, il Comune di Perugia, la Camera di commercio e Sviluppumbria.
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