La Regione Umbria ha approvato un nuovo percorso sanitario dedicato alle donne vittime di violenza, prevedendo la totale gratuità delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e del sostegno psicologico. La misura, adottata dalla Giunta regionale, riguarda le cittadine residenti in Umbria che hanno subito maltrattamenti o abusi e nasce nell’ambito del protocollo “Codice Rosa – Percorso regionale in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria per le donne che subiscono violenza”.
L’obiettivo del provvedimento è garantire un accesso più semplice e uniforme alle cure, eliminando gli ostacoli economici per le persone che necessitano di assistenza sanitaria e psicologica dopo episodi di violenza.
Il nuovo codice di esenzione per le vittime
Il provvedimento introduce il codice di esenzione “V99 Vittima di violenza”, uno strumento pensato per assicurare alle donne coinvolte un percorso sanitario protetto e continuativo.
L’esenzione viene riconosciuta dopo il rilascio del referto del Pronto Soccorso oppure di una certificazione specialistica emessa da una struttura sanitaria pubblica. Una volta assegnato, il codice consente di accedere gratuitamente alle prestazioni previste per il recupero della salute della persona assistita.
Il tesserino collegato al codice V99 avrà una validità iniziale di dodici mesi e permetterà di usufruire senza compartecipazione alla spesa sanitaria di visite mediche, esami specialistici e percorsi di supporto psicologico collegati alle conseguenze della violenza subita.
Nel caso in cui il quadro clinico richieda un periodo di cura più lungo, il beneficio potrà essere rinnovato seguendo le stesse procedure previste dalla normativa regionale.
Un percorso integrato tra ospedali e servizi territoriali
La nuova misura si inserisce nel sistema regionale del Codice Rosa, il modello che coordina gli interventi di soccorso e assistenza rivolti alle donne vittime di violenza.
Il percorso coinvolge le strutture sanitarie pubbliche, gli ospedali, i consultori e i servizi territoriali, con l’obiettivo di creare una rete coordinata per accompagnare le vittime nelle diverse fasi successive alla denuncia o alla richiesta di aiuto.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha evidenziato il valore sanitario e sociale dell’iniziativa, sottolineando che la violenza di genere rappresenta una grave violazione della dignità della persona e un tema di salute pubblica.
Secondo l’indirizzo della Giunta regionale, il nuovo sistema punta a garantire un’assistenza uniforme fin dal primo contatto con le strutture di emergenza, offrendo alle donne un percorso di presa in carico che comprenda sia gli aspetti sanitari sia quelli psicologici.
Stanziati 50 mila euro per il 2026
Per sostenere economicamente l’intervento, la Giunta regionale ha previsto per l’annualità 2026 uno stanziamento di 50.000 euro. Le risorse provengono dai fondi regionali destinati ai servizi sanitari aggiuntivi rispetto ai Livelli essenziali di assistenza (Lea).
Il finanziamento sarà distribuito tra le due aziende sanitarie territoriali umbre sulla base dei dati demografici Istat relativi alla popolazione femminile residente.
All’Azienda Usl Umbria 1 saranno destinati circa 28.670 euro, mentre all’Azienda Usl Umbria 2 saranno assegnati circa 21.330 euro.
Le due aziende sanitarie avranno il compito di monitorare le spese sostenute e presentare la rendicontazione al termine dell’esercizio, così da verificare l’utilizzo delle risorse dedicate al rimborso dei ticket sanitari.
La tutela sanitaria oltre i livelli essenziali di assistenza
La Regione Umbria ha definito il provvedimento come un ampliamento delle tutele normalmente garantite dal sistema sanitario, prevedendo prestazioni aggiuntive rispetto ai livelli essenziali di assistenza.
La gratuità delle cure specialistiche e del supporto psicologico rappresenta uno degli strumenti individuati per favorire la continuità dell’assistenza e il recupero psicofisico delle donne che hanno subito violenza.
Attraverso il nuovo percorso, la rete sanitaria regionale punta a rafforzare il collegamento tra emergenza, diagnosi, trattamento e sostegno psicologico, offrendo un sistema coordinato di intervento per accompagnare le vittime durante il percorso di cura.
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