Musei, biblioteche e archivi umbri avranno a disposizione 1 milione e 485mila euro nel triennio 2026-2028 grazie al nuovo bando regionale “Istituti e luoghi della cultura 2026-2028”. L’avviso punta a superare la logica dei finanziamenti annuali introducendo una programmazione triennale per sostenere progetti di valorizzazione, accessibilità, fruizione e innovazione. Prevista anche una nuova linea specifica dedicata agli archivi storici, finora privi di una dotazione dedicata.
Programmazione triennale per gli istituti culturali
Il nuovo bando, pubblicato sul Supplemento ordinario al Bollettino Ufficiale della Regione Umbria, permette a musei, biblioteche e archivi di costruire programmi su più anni, garantendo maggiore continuità alle attività e una migliore pianificazione degli investimenti.
L’obiettivo è favorire progetti più strutturati, servizi continuativi e collaborazioni tra istituti culturali e territori.
“Grazie al nuovo testo unico della Cultura e dell’Impresa Creativa non stiamo semplicemente aumentando le risorse – sottolinea il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura Tommaso Bori – ma provando a cambiare il modo in cui la Regione sostiene i propri istituti culturali”.
Secondo Bori, musei, biblioteche e archivi devono essere considerati infrastrutture pubbliche essenziali, capaci di unire cultura, educazione, inclusione e benessere delle comunità.
Aumentano le risorse per musei e biblioteche
Il bando prevede un incremento dei fondi destinati ai diversi settori.
Per i musei lo stanziamento passa dai 227.360 euro del 2025 ai 330mila euro annui dal 2026, per un totale di 990mila euro nel triennio.
Per le biblioteche la dotazione cresce dai 93.940 euro del 2025 ai 135mila euro annui, con un finanziamento complessivo di 405mila euro.
La principale novità riguarda gli archivi storici, ai quali viene dedicata per la prima volta una linea specifica: 30mila euro all’anno, pari a 90mila euro nel triennio.
Più collaborazione tra musei, biblioteche e archivi
Una parte centrale del bando riguarda il rafforzamento delle reti culturali. La Regione incentiva infatti la collaborazione tra istituti, la condivisione di servizi e competenze e la creazione di sistemi territoriali.
L’obiettivo è ridurre la frammentazione e aumentare la capacità dei luoghi della cultura di raggiungere nuovi pubblici.
I progetti finanziabili potranno riguardare diversi ambiti: attività didattiche, iniziative per scuole e famiglie, accessibilità fisica e digitale, nuovi strumenti di fruizione, catalogazione del patrimonio, podcast, realtà aumentata e virtuale.
Cultura e nuovi bisogni delle comunità
Il bando dedica attenzione anche al ruolo sociale degli istituti culturali. Musei e biblioteche potranno sviluppare iniziative legate alle esigenze delle comunità locali, comprese quelle connesse ai cambiamenti climatici.
Tra le prospettive indicate dalla Regione c’è la possibilità che questi luoghi diventino spazi pubblici accessibili e sicuri durante i periodi di caldo estremo, offrendo accoglienza e socialità soprattutto alle persone più fragili.
“Vogliamo allargare l’idea stessa di cosa siano oggi un museo, una biblioteca o un archivio – prosegue Bori – spazi pubblici quotidiani, accessibili, attraversabili, capaci di produrre cultura, conoscenza e relazioni”.
Il sostegno al sistema culturale regionale
L’avviso rientra nell’attuazione della legge regionale n. 8 del 18 maggio 2026 in materia di cultura e imprese culturali e creative.
La misura traduce il principio della cultura come bene comune e diritto di cittadinanza, rafforzando il ruolo degli istituti culturali come parte dell’infrastruttura sociale dell’Umbria.
Le domande potranno essere presentate entro 30 giorni solari dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale regionale.
Restano inoltre aperti i bandi “Umbria in Scena” e “Imprese Culturali e Creative”, che completano gli strumenti regionali dedicati al sostegno del settore culturale.
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