Carburanti, corsa allo sconto in Umbria: code ai distributori per benzina e diesel ribassati

Da Perugia a Terni, automobilisti in fila per benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19. I ribassi sui listini arrivano dopo settimane di aumenti, ma restano le criticità per imprese e lavoratori

Anche in Umbria l’introduzione dei prezzi calmierati sui carburanti ha provocato code ai distributori. Da Città di Castello a Terni, passando per Perugia e Foligno, numerosi automobilisti si sono rivolti alle stazioni di servizio che hanno applicato lo sconto introdotto da Eni, con benzina a 1,99 euro al litro e gasolio a 2,19 euro al litro. L’iniziativa ha avuto effetti anche su altri marchi, mentre in alcune stazioni Eni di Perugia il carburante è terminato già nelle prime ore del pomeriggio.

Code ai distributori umbri

La giornata di ieri ha confermato le attese legate alla nuova politica dei prezzi. Le stazioni aderenti all’iniziativa sono state prese d’assalto dagli automobilisti interessati al ribasso.

L’intervento è partito da Eni, che ha fissato i nuovi valori per benzina e diesel. A seguire, anche IP ha annunciato un’analoga iniziativa, mentre a Perugia il ribasso è stato applicato anche da un distributore a marchio IS.

In particolare, il punto vendita proponeva gli stessi prezzi indicati da Eni: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel.

I primi effetti sui prezzi medi

Secondo i dati dell’osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in Umbria il prezzo medio rilevato nella giornata di ieri è sceso leggermente.

Il gasolio è passato da 2,359 a 2,353 euro al litro, mentre la benzina è diminuita da 2,156 a 2,150 euro al litro.

Il Codacons ha definito i ribassi un segnale positivo dopo una fase caratterizzata da continui aumenti.

“Piccoli ribassi che tuttavia rappresentano un importante segnale dopo settimane di continui rialzi – evidenzia il Codacons – e che sono determinati dall’effetto Eni, ossia dagli sconti introdotti nelle stazioni di servizio Enilive e che stanno spingendo anche altri marchi petroliferi a tagliare i listini”.

Secondo l’associazione, la maggiore concorrenza tra operatori può contribuire a sostenere gli automobilisti in una fase di forte pressione sui costi energetici.

Gli aumenti restano un problema per professionisti e imprese

Nonostante la riduzione dei prezzi, la situazione resta complessa per numerose categorie economiche. La Cgia di Mestre evidenzia infatti che rispetto al periodo precedente allo scoppio della guerra tra Usa e Iran, il pieno effettuato presso i distributori Eni continua a costare di più: il 19,2% in più per la benzina e il 27,3% in più per il diesel.

Gli effetti riguardano soprattutto chi utilizza il mezzo quotidianamente per lavoro. Tra le categorie più esposte vengono indicati camionisti, tassisti e agenti di commercio.

In Umbria, secondo la stima della Cgia, sarebbero oltre 5mila i professionisti coinvolti.

Per tassisti e agenti di commercio il problema è legato alla difficoltà di trasferire l’aumento dei costi sui clienti. Gli autotrasportatori possono invece contare in alcuni casi sul credito d’imposta previsto per compensare il caro carburante, ma con limitazioni legate alle caratteristiche dei mezzi.

Autotrasporto, la richiesta di nuovi interventi

Sul tema è intervenuta anche Cna Umbria, che ha chiesto ulteriori misure di sostegno per il settore.

L’associazione ha evidenziato la necessità di un intervento diretto a favore delle imprese dell’autotrasporto, senza differenze legate alla tipologia dei veicoli.

Secondo Cna Umbria, senza nuove misure il comparto potrebbe trovarsi in difficoltà nel sostenere i costi di gestione, compresi carburante e stipendi degli autisti.

Agricoltura, preoccupazione per il gasolio

Le difficoltà riguardano anche il settore agricolo. Gli sgravi introdotti per il carburante agricolo vengono considerati insufficienti da Coldiretti, che richiama l’attenzione sugli effetti del caro gasolio insieme all’aumento dei costi dei fertilizzanti.

Secondo l’organizzazione, il rincaro potrebbe incidere sull’annata agraria proprio nella fase precedente alle semine primaverili.

L’utilizzo dei mezzi agricoli resta infatti indispensabile per la preparazione dei terreni e per le attività delle aziende. La preoccupazione riguarda quindi la possibilità che l’aumento dei costi possa rallentare le operazioni necessarie alla produzione.

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Agricoltura
Otto incontri territoriali promossi dalla Regione Umbria per confrontarsi sul futuro del settore agricolo. Primo...
A Cascia la Fnp Cisl accende i riflettori su invecchiamento e solitudine. Bruschi: «Oltre 247...
Benzina a 1,99 euro al litro e diesel a 2,19 nelle stazioni aderenti all’iniziativa. A...

Altre notizie