Chiedono soldi a scopo benefico, ma è una truffa: due donne in manette

Gli agenti della Polizia di Stato hanno identificato due giovani, nate nel 1999 e nel 1991, che avrebbero chiesto denaro a turisti e passanti con moduli di presunta beneficenza. Una delle due è stata deferita anche per violazione della sorveglianza speciale

Gli agenti della Polizia di Stato di Assisi hanno denunciato due donne per l’ipotesi di reato di tentata truffa. Le due sono state identificate in Piazza del Vescovado, dove erano state segnalate da alcune persone che lamentavano la loro presenza molesta. L’intervento è scattato dopo una chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 (NUE) e ha coinvolto una pattuglia impegnata nel consueto servizio di controllo del territorio. Le donne, nate rispettivamente nel 1999 e nel 1991, sono state accompagnate negli uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Assisi per gli accertamenti del caso.

La segnalazione al 112 e l’intervento della pattuglia

La segnalazione è arrivata tramite il 112 e riguardava la presenza di alcune persone moleste nella piazza, nel centro di Assisi. Gli agenti in servizio di pattugliamento sono intervenuti sul posto e hanno proceduto all’identificazione delle due giovani. Subito dopo le hanno accompagnate presso il Commissariato per approfondire la loro posizione.

Negli uffici di polizia le due donne hanno consegnato spontaneamente alcuni moduli. Riportavano la dicitura “Certificato regionale per persone non udenti e fisicamente disabili”. Secondo quanto ricostruito, i documenti sarebbero stati utilizzati per chiedere somme di denaro a turisti e passanti, prospettando una finalità benefica. È proprio questo l’elemento su cui si fonda l’ipotesi di tentata truffa contestata dagli investigatori.

I precedenti emersi dalle banche dati

Sulla base di quanto riscontrato, i poliziotti hanno effettuato ulteriori accertamenti nelle banche dati. Dalle verifiche è emerso che entrambe risultavano registrate con diversi alias. Le due donne sono inoltre risultate gravate da numerosi precedenti per truffa, accattonaggio molesto e altri reati contro il patrimonio, commessi in diverse città italiane.

Al termine delle attività di rito, le due donne sono state deferite all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentata truffa. Nei confronti di una delle due è scattata una contestazione ulteriore: la violazione degli obblighi inerenti alla misura della sorveglianza speciale. Si tratta di una misura di prevenzione che comporta prescrizioni a carico del soggetto sottoposto, il cui mancato rispetto è punito dalla legge.

La denuncia costituisce la fase iniziale del procedimento penale. Spetterà all’Autorità Giudiziaria valutare gli elementi raccolti dalla Polizia di Stato. Per le due donne vale la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.

L’episodio si inserisce nell’attività ordinaria di prevenzione e controllo svolta dalla Polizia di Stato nelle aree frequentate da visitatori. Piazza del Vescovado, nel cuore della città, è una delle zone di maggiore passaggio per i turisti che raggiungono Assisi. La segnalazione tramite NUE 112 ha consentito di raggiungere rapidamente il luogo indicato e di identificare le persone coinvolte, portando alla denuncia per tentata truffa.

Redazione

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