A dieci anni dal terremoto del 2016 l’Umbria traccia il bilancio della ricostruzione, un percorso che ha coinvolto abitazioni, imprese, scuole, infrastrutture, luoghi di culto e interi centri storici. I dati dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Umbria (USR) mostrano un processo in avanzamento, con importanti risultati raggiunti ma anche con interventi ancora da completare.
La ricostruzione ha interessato 63 Comuni umbri su 92 e continua a rappresentare una delle principali sfide per il futuro dell’Appennino centrale: non solo ricostruire ciò che è stato danneggiato, ma rendere i territori più sicuri, sostenibili e capaci di attrarre nuove energie.
Ricostruzione privata, quasi 4mila cantieri avviati
Sul fronte della ricostruzione privata, dal 2016 a oggi sono stati aperti 3.949 cantieri.
Di questi, 2.514 pratiche sono arrivate alla conclusione, con la liquidazione dell’ultimo stato di avanzamento lavori. Secondo i dati dell’USR Umbria, questo significa che sei famiglie e attività economiche su dieci sono già rientrate nelle proprie abitazioni o nei luoghi di lavoro.
Complessivamente, le istanze presentate all’USR sono state 5.487. Di queste:
- 3.973 sono state accolte;
- 1.046 sono state rigettate o archiviate su richiesta dei richiedenti.
L’indice complessivo di attuazione della ricostruzione privata raggiunge il 91%. Un dato che indica come nove pratiche su dieci abbiano ricevuto una risposta.
Ricostruzione leggera quasi conclusa
La ricostruzione leggera è nella fase finale. La percentuale di evasione delle richieste si attesta intorno al 95% delle istanze presentate.
Ad oggi risultano conclusi 2.041 cantieri, pari all’87% di quelli avviati.
Più complesso il percorso della ricostruzione pesante, che riguarda interventi strutturali più articolati. In questo caso l’evasione delle domande complete è arrivata a circa l’87%, mentre i cantieri conclusi sono 477, pari a circa il 30% del totale degli interventi avviati.
Sul fronte economico, gli importi richiesti nelle domande di contributo ammontano a 2,09 miliardi di euro. Di questi, 1,55 miliardi sono stati concessi e oltre 1 miliardo è già stato liquidato.
Norcia, Cascia e Preci al centro della ricostruzione
Nei Comuni del cosiddetto Super Cratere il lavoro prosegue con numerosi interventi.
A Cascia risultano accolte l’85% delle istanze, mentre a Norcia il dato è del 72% e a Preci del 78%.
Tra i risultati già raggiunti vengono ricordati:
Norcia
- la riapertura al culto della Basilica di San Benedetto;
- la riapertura della sede comunale di via Solferino;
- il recupero del palazzo comunale, edificio del XIII secolo dotato di isolatori sismici;
- la riapertura del teatro civico.
Cascia
- la riapertura della sede comunale di Palazzo Frenfanelli;
- la riapertura della chiesa di San Francesco;
- la riqualificazione dell’area scolastica e dell’ospedale.
Valnerina
Sono stati completati diversi Centri di Comunità, tra cui quelli di Vallo di Nera, Preci, Monteleone di Spoleto e Cascia.
Ricostruzione pubblica, finanziati 574 interventi
Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, la Struttura Commissariale registra un avanzamento significativo: il 97,5% degli interventi risulta avviato, almeno con la nomina del responsabile unico del procedimento o con una fase successiva.
Sono stati finanziati 574 interventi pubblici per un totale di 830 milioni di euro.
A questi si aggiungono:
- 12 Centri di Comunità realizzati con oltre 4,2 milioni di euro provenienti dalle donazioni tramite SMS;
- 194 interventi su edifici di culto e beni culturali, per quasi 154 milioni di euro.
Tra le opere in corso figurano gli ospedali di Norcia e Cascia, l’abbazia di Sant’Eutizio a Preci, il polo scolastico di Norcia, il complesso monumentale di San Francesco e il progetto di ricostruzione integrata di Castelluccio di Norcia.
Castelluccio e i borghi da ricostruire
Uno degli interventi più innovativi riguarda proprio Castelluccio di Norcia, dove è prevista una ricostruzione integrata tra pubblico e privato.
Il progetto prevede una grande piastra di fondazione con 300 isolatori sismici, sulla quale saranno ricostruiti edifici privati e spazi pubblici nel rispetto del paesaggio e dell’identità del luogo.
Anche a Campi Alto è nato un consorzio per la ricostruzione coordinata dell’intero borgo storico, devastato dal terremoto.
Sostegno alle attività produttive
La ricostruzione ha riguardato anche il tessuto economico. Attraverso gli strumenti gestiti dall’USR e dalla Regione sono stati concessi contributi per sostenere imprese e attività produttive.
Per le delocalizzazioni temporanee sono stati erogati 9,9 milioni di euro, mentre per il ripristino di beni mobili, scorte e attrezzature danneggiate circa 6,4 milioni.
Sono stati inoltre finanziati:
- oltre 5 milioni di euro a 526 imprese con il primo avviso del 2018;
- altri 2,7 milioni a 208 aziende e 32 nuove imprese nel 2022;
- quasi 4,9 milioni a 80 aziende per investimenti produttivi;
- quasi 2,9 milioni destinati a 45 imprese attraverso il bando 2024.
Dal 2027 lo stato di ricostruzione
Il 31 dicembre 2026 terminerà ufficialmente lo stato di emergenza legato al sisma.
Il passaggio successivo sarà quello dello “stato di ricostruzione”, con una gestione più ordinaria e programmata dei cantieri.
L’obiettivo sarà concentrare risorse e attività sul completamento della ricostruzione pubblica e privata, sul recupero del patrimonio storico e sulla rigenerazione dei territori più colpiti, dai centri di Norcia, Cascia e Preci fino al progetto di rinascita di Castelluccio.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.