Campello sul Clitunno, scarica galline ovaiole in un fosso

I carabinieri forestali hanno recuperato cinque animali ancora vivi dopo il ritrovamento di numerose galline morte e in stato di decomposizione: denunciato un collaboratore di un allevamento avicolo

Decine di galline ovaiole sono state abbandonate in un fosso a Castel Ritaldi, in provincia di Perugia, dove i carabinieri forestali di Campello sul Clitunno hanno trovato numerosi animali morti e cinque esemplari ancora vivi ma in condizioni critiche. L’intervento è scattato dopo una segnalazione e ha portato alla denuncia a piede libero di un collaboratore del titolare di un allevamento avicolo, ritenuto responsabile dell’abbandono degli animali.

I militari sono intervenuti nel territorio di Castel Ritaldi dopo l’allarme ricevuto e hanno individuato all’interno del fossato diversi capi già deceduti, alcuni dei quali in avanzato stato di decomposizione. Tra la vegetazione sono state però trovate anche cinque galline della razza Hi-Line Brown, sopravvissute nonostante la prolungata assenza di cibo e acqua.

Gli animali recuperati sono apparsi fortemente debilitati e sono stati affidati alle cure del servizio veterinario dell’Asl, che ha provveduto alla rimozione delle carcasse e alla presa in carico dei volatili ancora vivi. Le cinque galline sono state sottoposte a sequestro penale e trasferite in una struttura idonea per ricevere le necessarie cure.

Parallelamente sono stati avviati gli accertamenti sanitari da parte dell’Istituto Zooprofilattico di Perugia, con campionamenti finalizzati a escludere la presenza di eventuali casi di influenza aviaria tra gli animali coinvolti.

Secondo quanto ricostruito durante le indagini, le galline provenivano da un allevamento avicolo in fase di dismissione. Gli animali, arrivati alla conclusione del loro ciclo produttivo e non più considerati economicamente vantaggiosi per la produzione di uova, sarebbero stati eliminati illegalmente invece di essere gestiti secondo le procedure previste.

I carabinieri forestali hanno riferito che il proprietario dell’allevamento avrebbe deciso di disfarsi degli animali provocando gravi sofferenze a numerosi esemplari. L’abbandono in un ambiente non idoneo avrebbe causato la morte di molte galline e messo a rischio la sopravvivenza di quelle successivamente recuperate.

Per la vicenda è stato denunciato un collaboratore del titolare dell’allevamento. L’uomo è stato deferito alla Procura della Repubblica per la violazione dell’articolo 727 del Codice penale, che riguarda l’abbandono di animali e la detenzione degli stessi in condizioni incompatibili con la loro natura.

L’episodio ha richiesto l’intervento coordinato di più soggetti: dai carabinieri forestali, che hanno effettuato il ritrovamento e gli accertamenti, ai servizi veterinari dell’Asl, impegnati nel recupero degli animali e nella gestione delle carcasse, fino all’Istituto Zooprofilattico per le verifiche sanitarie.

Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio le responsabilità e verificare ogni aspetto legato alla gestione degli animali provenienti dall’allevamento in fase di chiusura.

Redazione

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