Cascia ha accolto il presidente della Repubblica Libanese Joseph Aoun, arrivato nella città di Santa Rita dopo l’incontro avuto in mattinata a Roma con Papa Leone XIV. La visita rappresenta un nuovo capitolo nel rapporto tra la comunità casciana e il Libano, legame che negli anni si è consolidato attraverso iniziative religiose, istituzionali e simboliche. Ad accogliere il capo dello Stato è stato il sindaco Mario De Carolis, che ha sottolineato il valore della presenza del presidente libanese e la particolare devozione che lega il Paese mediorientale a Santa Rita da Cascia.
«Siamo profondamente onorati di ricevere questa visita», ha dichiarato il sindaco di Cascia Mario De Carolis, ricordando come quella di Aoun non sia la prima presenza di un presidente libanese nella città umbra.
«È la terza volta che un presidente del Libano viene a Cascia, un segno concreto della profonda amicizia che lega la nostra città al popolo libanese e che si rinnova nel tempo», ha aggiunto il primo cittadino.
Il rapporto tra Cascia e il Libano si inserisce in una storia fatta di devozione religiosa e scambi istituzionali. Secondo quanto ricordato dal Comune, anche il predecessore di Aoun aveva visitato la città in due diverse occasioni, rafforzando ulteriormente un rapporto che viene considerato particolarmente significativo.
De Carolis ha collegato la visita anche alla diffusione internazionale del culto di Santa Rita, figura particolarmente venerata anche in Libano. «È anche la dimostrazione di quanto la nostra amata Santa Rita sia conosciuta e amata in tutto il mondo e di quanto il suo messaggio di fede, pace e speranza sappia unire popoli e culture», ha spiegato il sindaco.
Tra i simboli più evidenti del rapporto tra il territorio casciano e il Paese mediorientale figura anche una statua donata dal Libano alla città, oggi collocata all’ingresso di Cascia. Un segno che, secondo l’amministrazione comunale, testimonia concretamente l’amicizia maturata negli anni tra le due comunità.
Il Comune ha inoltre ricordato che questo legame tornerà al centro di un appuntamento in programma il 18 ottobre, quando Cascia ospiterà un evento dedicato proprio al rapporto tra la città di Santa Rita e il Libano, anche nel segno della statua donata dal Paese alla comunità locale.
La presenza libanese in Umbria, in queste ore, non ha riguardato soltanto Cascia. Ad Assisi, infatti, il sindaco Valter Stoppini ha accolto una delegazione di pellegrini cattolici libanesi di lingua araba, arrivati nella città serafica nell’ambito di un viaggio in Italia dedicato alla preghiera per la pace in Libano e nel Medio Oriente.
L’incontro si è svolto nel palazzo municipale alla presenza anche della presidente del Consiglio comunale Annalisa Rossi e dei consiglieri Andrea Bertolini, Cristina Susta e Adil Zaoin.
Il gruppo di pellegrini, composto da uomini e donne appartenenti al mondo dei terziari francescani libanesi, era accompagnato da Matteo Fortunati, membro del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco.
Nel suo intervento, Stoppini ha richiamato il ruolo simbolico di Assisi come luogo di dialogo e pace. «Come città simbolo universale di dialogo e pace, Assisi porta nel cuore la sofferenza dei popoli feriti dalla guerra», ha dichiarato.
Il sindaco ha poi rivolto un pensiero diretto al Libano e alla situazione del Medio Oriente, ricordando il valore storico del Paese come luogo di convivenza tra culture e religioni differenti.
«Il Libano ha rappresentato per decenni un modello di dialogo interreligioso e cooperazione tra culture diverse», ha affermato Stoppini, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla pace, sulla tutela dei civili e sulla stabilità istituzionale.
Nel suo messaggio, il primo cittadino di Assisi ha ribadito anche il valore della diplomazia e della responsabilità internazionale, richiamando l’eredità francescana di dialogo e incontro.
«Assisi rinnova la sua vicinanza al popolo libanese, alle famiglie e a chi continua a credere in un futuro di riconciliazione: non siete soli, la speranza della pace non si spegne», ha concluso il sindaco.
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