Due detenuti del carcere di Perugia-Capanne hanno forzato le sbarre delle rispettive celle e sono usciti nel Reparto Isolamento, dove, secondo quanto denunciato dal SAPPE, avrebbero provocato diversi danneggiamenti. L’episodio si è verificatoil 19 Agosto intorno alle ore 21, e sarebbe stato fermato grazie all’intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria, compreso personale accorso da fuori. Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, i due avrebbero avuto l’intenzione di raggiungere un altro detenuto presente nello stesso reparto per precedenti contrasti. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria torna così a denunciare le condizioni dell’istituto e chiede provvedimenti sulla gestione e sull’organico.
I due detenuti si trovavano entrambi nel Reparto Isolamento. Uno, di nazionalità albanese, è sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento penitenziario e, secondo quanto riferito dal SAPPE, era stato trasferito da Ancona da meno di un mese. L’altro, originario della Sicilia, si sarebbe trovato volontariamente in isolamento dopo avere terminato una sanzione disciplinare.
Dopo essere riusciti a forzare le sbarre delle camere detentive, i due sarebbero usciti dalle celle, danneggiando il reparto. La loro avanzata sarebbe stata interrotta dallo sbarramento della sezione. A quel punto è intervenuta la Polizia Penitenziaria, che è riuscita a bloccare entrambi e a riportare la situazione sotto controllo.
Il SAPPE sottolinea il ruolo svolto dagli agenti presenti e dal personale intervenuto successivamente, parlando di un’azione «tempestiva e professionale» che avrebbe impedito conseguenze più gravi.
Il sindacato, tuttavia, pone l’accento soprattutto sulle condizioni di sicurezza della struttura. «Come è possibile che in un carcere due detenuti possano forzare le sbarre, uscire dalla cella come se nulla fosse e distruggere un reparto?», è la domanda sollevata dal SAPPE nella nota relativa all’accaduto.
Secondo l’organizzazione sindacale, quanto avvenuto non rappresenterebbe un caso isolato, ma si inserirebbe in una situazione già segnalata in precedenza. Il SAPPE richiama, in particolare, quanto accaduto lo scorso 2 giugno, quando un detenuto trentenne si è tolto la vita nella propria cella. In quella circostanza il sindacato aveva denunciato la presenza di un solo agente della Polizia Penitenziaria incaricato di controllare due sezioni aperte.
A distanza di alcune settimane, sostiene il SAPPE, le difficoltà non sarebbero state superate. Il sindacato denuncia carenze di personale, turni serali e notturni scoperti e problemi strutturali all’interno della Casa Circondariale di Perugia-Capanne.
Particolarmente dura è la posizione espressa nei confronti della direzione dell’istituto. «La catena di comando di questo istituto va azzerata e totalmente ricostruita subito», afferma il SAPPE, che riferisce di chiedere da mesi l’avvicendamento del direttore e del comandante, contestandone la gestione e il mancato raggiungimento degli obiettivi contrattuali.
Nella stessa nota, il sindacato sostiene inoltre che numerosi detenuti avrebbero presentato richieste di colloquio con i vertici senza ricevere risposta e denuncia una condizione nella quale il personale della Polizia Penitenziaria sarebbe costretto ad affrontare quotidianamente le criticità con un supporto ritenuto insufficiente.
Per il SAPPE, l’episodio avvenuto nel Reparto Isolamento sarebbe quindi la manifestazione di problemi più ampi. Tra le criticità indicate figurano strutture considerate fatiscenti, sbarre facilmente forzabili, carenza di organico e difficoltà nella copertura dei turni, in particolare nelle fasce serali e notturne.
Il sindacato chiede ora un intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministro della Giustizia, sollecitando interventi strutturali urgenti, il rafforzamento dell’organico della Polizia Penitenziaria e un cambiamento ai vertici della struttura.
«Non bastano più parole e promesse. Servono fatti», conclude il SAPPE, ribadendo la richiesta di interventi sul carcere e di una completa revisione della catena di comando dell’istituto penitenziario perugino.
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