Fit Cisl Umbria e Fast Ferrovie chiedono interventi immediati contro le aggressioni al personale del trasporto pubblico su ferro e su gomma e portano la mobilitazione alla stazione di Ponte San Giovanni, a Perugia. Secondo i sindacati, in Umbria vengono registrati circa due o tre episodi al mese, prevalentemente verbali ma in alcuni casi capaci di degenerare in violenze fisiche. Proprio Ponte San Giovanni è stata indicata come teatro dell’ultimo episodio avvenuto nel Perugino. Per richiamare l’attenzione sulla sicurezza di capitreno, personale di vendita e assistenza e autisti, le organizzazioni hanno annunciato un presidio che proseguirà fino a venerdì 21, chiedendo anche a Regione e Prefettura l’apertura di un tavolo istituzionale con aziende e rappresentanti dei lavoratori.
L’iniziativa sindacale punta a coinvolgere direttamente anche le istituzioni. “Domenica dalle 21 alle 23 e tutti i restanti giorni fino a venerdì 21, saremo qui per stimolare le istituzioni ad interessarsi a questo tema”, hanno annunciato i rappresentanti dei lavoratori.
L’invito rivolto agli esponenti istituzionali è quello di raggiungere il presidio per “parlare con i lavoratori interessati per raccogliere proposte e sensazioni sul tema della sicurezza nei trasporti”. L’obiettivo è quindi portare le esperienze del personale direttamente al centro del confronto sulle possibili misure di prevenzione.
A descrivere la dimensione del fenomeno è Fabio Ciancabilla, segretario generale di Fit Cisl Umbria. “La frequenza delle aggressioni, non solo di carattere fisico ma anche verbale, che non sono meno gravi, è molto diffusa in Umbria”, ha spiegato all’ANSA.
Secondo i dati riferiti dal sindacalista, vengono segnalate “circa 2 o 3 al mese, la maggior parte verbali, ma a volte degenerano come accaduto a Ponte San Giovanni”. Un quadro che, per le organizzazioni, richiede misure capaci di agire sia sulla prevenzione sia sulla protezione concreta del personale durante il servizio.
Tra le categorie considerate maggiormente esposte figurano innanzitutto i capitreno, che per la natura delle proprie mansioni mantengono un contatto diretto e continuo con i passeggeri. Il problema riguarda però anche gli addetti alla vendita e all’assistenza e, nel trasporto su gomma, gli autisti.
Di fronte a quello che viene definito “un fenomeno intollerabile”, Fit Cisl e Fast Ferrovie chiedono soluzioni che riducano l’esposizione dei dipendenti a situazioni potenzialmente pericolose. Le proposte riguardano sia l’organizzazione dei servizi sia interventi sulle infrastrutture e sui mezzi.
Per quanto riguarda le stazioni, i sindacati riferiscono di aver sollecitato le aziende a intervenire sulla protezione degli ambienti di lavoro. “Abbiamo chiesto interventi alle aziende, per quanto riguarda i capi stazione, il rafforzamento delle porte e circuiti di videosorveglianza”, spiegano.
Un’altra misura riguarda direttamente il personale ferroviario a bordo dei treni. Da dicembre, secondo quanto riferito durante l’iniziativa, è previsto “l’inserimento di un nucleo di FS Security per supportare il lavoro dei capi treno e controllare i perimetri ferroviari”.
Anche per il trasporto su gomma vengono avanzate richieste specifiche. Per gli autisti, i sindacati sollecitano la presenza dei verificatori a bordo e l’installazione di barriere protettive contro le aggressioni, strumenti considerati utili per ridurre i rischi durante il servizio.
Il confronto, nelle intenzioni delle organizzazioni, non dovrebbe però rimanere circoscritto alle singole aziende. Fit Cisl Umbria e Fast Ferrovie chiedono infatti un coordinamento più ampio con le istituzioni territoriali.
“Abbiamo chiesto a Regione e Prefettura – hanno detto – di individuare un tavolo istituzionale con aziende e organizzazioni sindacali per avviare un percorso, raccogliere proposte e metterle in pratica, avere risorse aggiuntive per cercare di diminuire questa esposizione dei lavoratori dei trasporti”.
La richiesta è dunque quella di costruire un percorso condiviso tra Regione, Prefettura, aziende e sindacati, individuando risorse e interventi che possano essere applicati concretamente nei diversi settori del trasporto pubblico.
Sulla situazione è intervenuto anche Christian Mancinelli di Fast Ferrovie Umbria, che ha richiamato la necessità di garantire al personale condizioni di lavoro più sicure e la possibilità di svolgere le proprie mansioni senza il timore di aggressioni.
Il personale deve poter “lavorare serenamente”, ha affermato Mancinelli. “Ogni giorno – ha detto – ci sono situazioni limite di aggressioni, sputi, minacce, non se ne può più
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