Sviluppumbria, Ferrucci lascia e parla di “sconfitta personale”

L’ex amministratore unico spiega le ragioni delle dimissioni dopo un anno alla guida della società regionale e richiama le difficoltà istituzionali che hanno impedito la prosecuzione dell’incarico.

Luca Ferrucci lascia la guida di Sviluppumbria e affida ai social le motivazioni della sua decisione, definendo le dimissioni da amministratore unico della società in house della Regione Umbria una “sconfitta personale”. La scelta, secondo quanto spiegato dallo stesso Ferrucci, sarebbe legata a un problema giuridico che gli impedisce di percepire lo stipendio da docente universitario durante lo svolgimento dell’incarico. Una situazione che, dopo oltre un anno, non sarebbe stata risolta dal confronto istituzionale avviato dalla maggioranza che lo aveva nominato.

Ferrucci: “Una decisione sofferta”

L’ex amministratore unico di Sviluppumbria ha raccontato pubblicamente il percorso che lo ha portato a lasciare l’incarico.

“Dare le dimissioni da un incarico pubblico rappresenta per me una sconfitta personale. È una scelta che comporta grande sofferenza e segna l’epilogo di un percorso che, evidentemente, non mi offriva più le condizioni necessarie per svolgere al meglio il lavoro che mi era stato affidato”, ha scritto Ferrucci.

Al centro della vicenda ci sarebbe una questione normativa legata alla possibilità di conciliare il ruolo alla guida della società regionale con il trattamento economico da professore universitario.

Secondo Ferrucci, il problema non avrebbe trovato una soluzione definitiva nonostante il tempo trascorso dall’inizio del mandato.

Il bilancio dell’esperienza alla guida di Sviluppumbria

Nel suo intervento, Ferrucci ha però sottolineato anche gli aspetti positivi del periodo trascorso alla guida dell’Agenzia regionale.

“In questo anno porto con me un motivo di profondo orgoglio: aver avuto l’opportunità di guidare Sviluppumbria”, ha scritto, evidenziando gli apprezzamenti ricevuti da esponenti del mondo sociale, economico e politico.

L’ex amministratore ha definito questi riconoscimenti come il risultato più significativo del lavoro svolto durante il mandato.

Ferrucci ha inoltre rivolto un ringraziamento ai dipendenti della società, descrivendoli come persone caratterizzate da competenza, senso del dovere, motivazione e spirito di servizio.

Il richiamo alle difficoltà istituzionali

Nelle parole dell’ex amministratore emerge anche un riferimento al ruolo della politica e delle istituzioni nella gestione della vicenda.

“Le mie dimissioni non rappresentano soltanto una sconfitta personale. Lasciano anche l’amarezza per non essere riusciti, sul piano politico e istituzionale, a creare le condizioni per proseguire un lavoro che ritenevo utile e nell’interesse della comunità”, ha dichiarato Ferrucci.

Un passaggio che evidenzia il mancato superamento degli ostacoli che hanno accompagnato la sua permanenza alla guida di Sviluppumbria.

Le reazioni politiche dopo l’addio

La decisione di Ferrucci ha aperto anche un confronto politico in Umbria.

Il centrodestra regionale ha commentato le dimissioni parlando di un possibile fallimento nella gestione della vicenda e criticando quello che viene definito il “sistema” della presidente della Giunta regionale Stefania Proietti.

Le opposizioni hanno quindi collegato l’uscita di Ferrucci alle difficoltà organizzative e istituzionali della maggioranza regionale.

Redazione

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