Il Partito Democratico di Spoleto chiede una verifica politica approfondita sulla maggioranza guidata dal sindaco Andrea Sisti dopo una serie di contrasti interni alla giunta. La richiesta arriva dopo la decisione del vice sindaco Danilo Chiodetti di rimettere nelle mani del primo cittadino la delega al personale e dopo le polemiche legate alla gestione delle risorse umane del Comune. Secondo il Pd spoletino, la situazione avrebbe raggiunto un punto critico e renderebbe necessario un confronto sul proseguimento dell’attuale esperienza amministrativa.
Nel comunicato diffuso dal partito viene sottolineato che “la misura è colma” dopo una serie di episodi che, secondo i Democratici, avrebbero compromesso il rapporto di fiducia all’interno dell’esecutivo comunale.
Al centro dello scontro politico c’è soprattutto la scelta relativa al reclutamento di un dirigente comunale attraverso la graduatoria dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria. Il Pd ricorda di aver già espresso la propria contrarietà rispetto a questa procedura, sostenendo invece la proposta avanzata dal vice sindaco e assessore al personale Danilo Chiodetti.
Secondo il partito, Chiodetti aveva indicato la strada dell’“indizione di due concorsi pubblici” per la copertura delle posizioni dirigenziali, una soluzione ritenuta più coerente con i principi di “trasparenza, imparzialità e valorizzazione del merito”.
La vicenda del personale viene definita dal Pd come “l’ultimo episodio” di una serie di decisioni amministrative considerate problematiche. Nel mirino dei Democratici finiscono anche altri provvedimenti riguardanti l’interim del dirigente del Dipartimento 3, l’organizzazione delle nuove posizioni organizzative e le modalità di reclutamento dei dirigenti comunali.
Secondo il partito, queste situazioni avrebbero evidenziato un progressivo deterioramento dei rapporti interni alla maggioranza, generando un clima politico difficile da gestire. Nel comunicato viene infatti descritto un contesto caratterizzato da “un clima di ‘tutti contro tutti’”, ritenuto poco favorevole alla costruzione di decisioni condivise.
Un passaggio significativo riguarda la scelta del vice sindaco Danilo Chiodetti, che ha deciso di restituire la delega al personale al sindaco Andrea Sisti. Secondo quanto riportato dal Pd, il vice sindaco avrebbe preso questa decisione ritenendo venuto meno “il necessario rapporto fiduciario” sulle scelte organizzative dell’ente.
La discussione politica coinvolge anche il metodo seguito per l’assestamento e la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Il Partito Democratico sostiene che tali provvedimenti non sarebbero stati “preventivamente discussi né condivisi all’interno della maggioranza”, evidenziando una modalità di governo che, a giudizio del partito, rischierebbe di alimentare divisioni interne.
Per il Pd, una gestione amministrativa efficace dovrebbe invece basarsi sul confronto tra le forze politiche della coalizione, sul rispetto dei ruoli istituzionali e sulla condivisione delle principali scelte strategiche per la città.
Alla luce delle tensioni emerse, il Partito Democratico di Spoleto considera “non più rinviabile una verifica politica approfondita” sulle condizioni necessarie per continuare il percorso amministrativo avviato dalla maggioranza.
Il partito rivendica di aver agito finora “con senso di responsabilità, lealtà e spirito costruttivo”, ma ritiene che sia arrivato il momento di un chiarimento complessivo sul rapporto tra le forze che sostengono la giunta.
Nelle conclusioni del documento politico, i Democratici sottolineano che “è arrivato il momento della chiarezza”, indicando come priorità per Spoleto la presenza di “un’amministrazione capace di decidere, di rispettare i ruoli istituzionali, di valorizzare le competenze e di governare con una visione condivisa”.
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