Giancarlo Foglietta, le sculture in legno raccontano nuove tracce di vita

L’artista tuderte dopo il successo della mostra retrospettiva prosegue il suo percorso creativo tra radici d’olivo, ciliegio e quercia

Scultura di Giancarlo Foglietta

Dopo il successo della mostra retrospettiva “Tracce di Vita”, organizzata tra aprile e maggio, l’artista tuderte Giancarlo Foglietta continua il proprio percorso creativo con una nuova ricerca che unisce materia, natura e memoria. Il legame con il territorio umbro resta centrale nella sua produzione, così come la capacità di trasformare elementi naturali in opere capaci di trasmettere emozioni profonde.

L’artista, conosciuto per il suo lavoro con le resine tridimensionali e per una tecnica caratterizzata da una forte componente materica, sta oggi sviluppando una nuova fase della propria attività. Le sue ultime creazioni nascono dal legno, in particolare da radici di olivo e da essenze come ciliegio e quercia, recuperate e trasformate in sculture dal forte valore simbolico.

Dalle resine tridimensionali alle sculture lignee

L’incontro con Giancarlo Foglietta avviene in una giornata estiva di luglio, in un momento particolarmente significativo del suo cammino artistico. Dopo il riscontro ottenuto dalla mostra “Tracce di Vita”, l’artista guarda avanti senza abbandonare gli elementi che hanno caratterizzato la sua produzione.

La sperimentazione con il legno rappresenta una naturale evoluzione del suo linguaggio creativo. Non si tratta infatti di un cambiamento radicale, ma di un nuovo modo di esprimere gli stessi temi che da sempre accompagnano il suo lavoro: la vita, il passaggio del tempo e il rapporto tra uomo e natura.

Foglietta racconta di aver lavorato alle nuove opere in diversi momenti della giornata, seguendo un processo fatto di osservazione e ascolto della materia. Ogni radice diventa così un punto di partenza, una forma già presente nella natura che l’artista accompagna verso una nuova identità.

Ridare vita alle radici attraverso l’arte

Uno degli aspetti più significativi delle nuove sculture riguarda il rapporto emotivo con il materiale utilizzato. L’artista sottolinea infatti come il recupero delle radici rappresenti un gesto di rinascita: elementi destinati alla dispersione o alla combustione vengono trasformati in opere artistiche.

“Posso ridare vita a delle radici che altrimenti sarebbero andate disperse o bruciate” spiega Foglietta, evidenziando il valore affettivo e simbolico di questo percorso.

Il legno, con le sue venature, le imperfezioni e le forme naturali, diventa una materia capace di raccontare storie senza bisogno di parole. Le sculture nascono quindi da un dialogo tra l’intervento dell’artista e ciò che la natura ha già costruito nel corso degli anni.

Undici sculture per raccontare la vita

Il nuovo ciclo artistico comprende undici sculture, alcune delle quali sono state già osservate nelle loro forme definitive. Le ultime tre opere realizzate sintetizzano il percorso intrapreso da Foglietta e mostrano una continuità evidente con la sua ricerca precedente.

Le figure scolpite nel legno appaiono come presenze silenziose, capaci di comunicare una forte dimensione umana attraverso forme essenziali e profonde. Anche in assenza di dettagli espliciti, le opere sembrano evocare emozioni, ricordi e momenti dell’esistenza.

Il risultato è un insieme di lavori in cui la materia naturale non viene semplicemente modellata, ma valorizzata nella sua storia originaria. Le radici conservano infatti i segni del tempo e diventano metafora di un percorso fatto di trasformazioni e rinascite.

Un nuovo capitolo per l’artista tuderte

La ricerca sulle sculture lignee apre quindi una nuova fase per Giancarlo Foglietta, senza interrompere il filo conduttore che ha caratterizzato la sua carriera. Il rapporto con l’Umbria, la centralità della natura e l’attenzione verso materiali capaci di raccontare un vissuto rimangono elementi fondamentali della sua produzione.

Dopo la consacrazione ottenuta con “Tracce di Vita”, l’artista prosegue il proprio viaggio creativo con opere che guardano alla memoria della materia e alla possibilità dell’arte di trasformare ciò che sembra perduto.

Le nuove sculture in legno rappresentano così un incontro tra passato e futuro: radici che conservano la propria storia e che, attraverso il gesto artistico, tornano a vivere sotto una nuova forma.

Redazione

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